Art Bonus per Villa Adriana

Anche l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este utilizza lo strumento dell’Art Bonus per restaurare i MATERIALI LAPIDEI DEL TEATRO MARITTIMO

Art Bonus
Ai sensi dell’art.1 del D.L. 31.5.2014, n. 83, “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, convertito con modificazioni in Legge n. 106 del 29/07/2014 e s.m.i., è stato introdotto un credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo, il c.d. Art Bonus, quale sostegno del mecenatismo a favore del patrimonio culturale.

Chi effettua erogazioni liberali in denaro per il sostegno della cultura, come previsto dalla legge, potrà godere di importanti benefici fiscali sotto forma di credito di imposta.

Interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici:
– Teatro Marittimo di Villa Adriana

 

DESCRIZIONE DI CARATTERE STORICO ARTISTICO RELATIVA ALL’OGGETTO

teatroIl Teatro Marittimo, uno degli edifici più noti e rappresentativi di Villa Adriana, è divenuto uno dei simboli della concezione architettonica innovativa dell’intero complesso residenziale realizzato a Tivoli dall’imperatore Adriano (117 – 138 d. C.). La costruzione, che prende il nome dai raffinati fregi figurati in marmo con soggetto marino delle trabeazioni, era costituita da un’isola artificiale, circondata da un suggestivo portico anulare, sulla quale sorgeva una vera e propria domus. Lo spazio interno, seppure ridotto e condizionato dalla pianta circolare, è stato sfruttato in maniera ottimale per realizzare tutti gli ambienti idonei alle esigenze dell’imperatore: atrio, cortile, portico per passeggiare, tablino, cubicula, impianto termale e perfino tre latrine ubicate negli spazi di risulta. La caratteristica più attuale di questa villa in miniatura, una sorta di residenza minore all’interno della residenza imperiale, è proprio la capacità di costringere e adattare lo spazio in senso estetico, mantenendo quelle caratteristiche di funzionalità e comfort che costituivano una componente essenziale per l’imperatore.

INFORMAZIONI SULLO STATO DELLA CONSERVAZIONE

Un’impegnativa opera di restauro, svoltasi nel biennio 2014-2016 e inaugurata il 28 luglio 2017, ha affrontato una serie di problematiche relative alla di sicurezza e restituito piena leggibilità al Teatro Marittimo. Dopo un lungo periodo di chiusura è stato infatti reso percorribile il suggestivo portico anulare che circonda la domus privata sull’isola, evidenziando la bellezza delle soluzioni spaziali che si inseriscono, prediligendo spazi avvolgenti realizzati ricorrendo all’ordine mistilineo e coperture a volta di vario tipo, nel più innovativo filone della progettazione adrianea.

I materiali lapidei del Teatro Marittimo oggetto di questo progetto sono costituiti essenzialmente da colonne con capitello ionico in marmo cipollino a fusto liscio e in marmo pavonazzetto a fusto scanalato, come anche da elementi della trabeazione in marmo con decorazione figurata a rilievo; della trabeazione facevano parte anche alcuni elementi in travertino, originariamente rivestiti di lastre marmoree e/o di stucco, di cui numerosi frammenti sono poggiati a terra, nel portico anulare.

Tutti questi elementi sono già stati oggetto di restauro negli anni ’50 del Novecento, mirati a:

ricostruzione di una serie di colonne del porticato anulare dai diversi frammenti di fusto in marmo cipollino ritrovati sul posto, con ampie ricostruzioni, integrazioni e stuccature in cemento;

ricostruzione delle piattabande di laterizi sovrastanti il colonnato e riposizionamento della parte di trabeazione modanata in travertino, su cui si imposta la volta a botte, con reintegrazioni in mattoni e strisce di ferro, secondo la tecnica originaria;

ricostruzione delle colonne scanalate in pavonazzetto in stile ionico, basi, capitelli e di parti della trabeazione figurata in marmo bianco dell’edificio sull’isola, con ricostruzioni, reintegrazioni e stuccature in cemento bianco. Studi recenti hanno messo in evidenza che alcuni elementi dell’architrave sono stati riposizionati in maniera non corretta.

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“Leonardo e l’antico” 4-5 aprile 2019 a Villa Adriana – CfP

MW_mediaArchive_Image_501eb0fa772b0656d2917d34081e59b7 (1)Villa Adriana

4 – 5 aprile 2019 – Call For Papers

In occasione delle celebrazioni per i 500 anni (1519 – 2019) dalla morte di Leonardo da Vinci l’Istituto autonomo Villa Adriana e Villa d’Este- Villae, su invito del MiBAC, organizza un convegno sul tema “Leonardo e l’antico” presso il sito archeologico di Villa Adriana, nell’ambito di un più vasto progetto con il quale sarà onorata la memoria dell’illustre genio delle arti.

Leonardo da Vinci visitò Villa Adriana, all’epoca detta “Tivoli vecchio”, all’alba del XVI secolo. Il convegno intende approfondire le influenze che questo viaggio ebbe sulla formazione del Genio e della sua ricerca, collocando altresì l’evento nel contesto del periodo e in rapporto ai suoi contemporanei e/o allievi.

Accanto a relatori di fama internazionale, il convegno viene aperto all’adesione di ricercatori e studiosi, italiani e stranieri, attraverso la presente call for papers. Una delle finalità di questo convegno sarà infatti quella di collocare il viaggio a Tivoli del maestro in un più ampio contesto culturale.

Si accetteranno contributi con focus su Villa Adriana che possano in primo luogo accrescere la discussione intorno al tema del convegno, soprattutto in prospettiva interdisciplinare (archeologia; storia dell’arte; archivistica; paleografia; storia del disegno; ingegneria; architettura; arti figurative; etc). L’invito si intende pertanto esteso alla discussione su casi di studio specifici, contributi relativi ad altre regioni italiane o stati europei ed utili confronti su scala nazionale o internazionale.

Percorsi tematici.
I percorsi tematici proposti per la partecipazione alla presente call for papers sono di seguito elencati, suddivisi per sessione:
Sessione 1)  La riscoperta di Villa Adriana
* La memoria del passato all’alba dell’età moderna
* Antichità classiche e studi di antiquaria
Sessione 2)  Viaggio quale momento formativo
* Esperienze di viaggio a confronto alla ricerca dell’antico
* Il percorso del Maestro sulle tracce della classicità
Sessione 3) Leonardo e l’architettura adrianea
* La città ideale
* Edifici a pianta centrale
* La statuaria
* Gli elementi decorativi
Sessione 4) Citazioni dall’antico in Leonardo
* Il dato paesaggistico tra archeologia e architettura

Sarà possibile sottoporre un contributo che si discosti dai percorsi tematici individuati, qualora l’autore ritenesse che il suo contenuto sia comunque attinente al tema del convegno; sarà in quel caso compito della Commissione Scientifica valutarne l’accettazione e l’assegnazione ad una specifica sessione. La Commissione si riserva altresì il diritto di assegnare una sessione diversa rispetto a quella indicata dal candidato.

Scadenze per gli autori:
Dal 1 Dicembre 2018 al 25 Gennaio 2019 sarà possibile inviare la propria candidatura a partecipare al convegno presentando un contributo non superiore ai 20 minuti.
Entro il 7 Febbraio 2019 sarà comunicato via email ai proponenti l’accettazione o meno del contributo, al quale seguirà la pubblicazione di un programma provvisorio.
Entro il 25 Marzo 2019 sarà ufficializzato il programma definitivo del convegno.
Il termine per la comunicazione dei titoli degli interventi/candidature è fissato entro e non oltre il 25 Gennaio 2019.

Nella candidatura, dovranno essere specificati:
– il titolo del contributo;
– l’autore/tutti gli autori del contributo, ciascuno con indicato una email di riferimento, un recapito telefonico ed un indirizzo (ufficio/casa);
– un abstract di circa 500 parole specificando la sezione/percorso tematico per i quali si propone la propria partecipazione.

Sarà consentito inviare più proposte di contributo per autore/autori tra le quali sarà selezionata la più attinente per il Comitato.
Le candidature dovranno essere inviate all’attenzione della dott.ssa Sabrina Pietrobono al seguente indirizzo email: sabrina.pietrobono@beniculturali.it
I contributi proposti saranno valutati dalla Commissione Scientifica.

Iscrizione al convegno.
La partecipazione in qualità di relatore al convegno è a titolo gratuito.
Chiunque potrà inoltre assistere gratuitamente ai lavori del convegno, dietro prenotazione, all’indirizzo: sabrina.pietrobono@beniculturali.it

In caso di più autori per un singolo contributo, è richiesta la partecipazione di almeno un relatore per la presentazione nell’ambito del convegno, anche se è auspicabile la partecipazione di tutti i proponenti alla discussione.

Il termine di chiusura delle iscrizioni per la presenza al convegno è stabilito:
– per i relatori: al 7 Marzo 2019;
– per il pubblico e gli interessati: al 29 Marzo 2019.

Per la stampa degli atti, si specifica che non saranno accettati contributi che non siano stati discussi in sede di convegno. Le date di consegna dei testi per la pubblicazione verranno fornite successivamente.

Per informazioni, rivolgersi alla dott.ssa Sabrina Pietrobono:
sabrina.pietrobono@beniculturali.it
+39 0774768085

Link here

LEONARDO_Call for papers_finale

I paesaggi del Lazio meridionale

I giorni della storia. Seminario 3:

I paesaggi del Lazio meridionale

Anagni, 1-2 dicembre 2018. Convitto nazionale Regina Margherita

Convegno di studi storici

Programma (bozza provvisoria)

Sabato 1 dicembre, ore 9,30 (seduta del mattino); ore 15,30 (seduta del pomeriggio)

Le Origini

Italo Biddittu, Paesaggi originari

Viviana Cacciatori – Aurora Silvaggi, Paesaggi antichi, storia del popolamento nell’alta Valle del Sacco dal Neolitico al Bronzo

Serena Vona (Territori dell’Uomo Antico), Raccontare il paleopaesaggio e il paesaggio della Valle Latina. Nuove tecnologie per la valorizzazione

Discussione

L’Antichità

Margherita Cancellieri, Privernum, la gestione delle acque e mutamenti nel paesaggio urbano

Massimiliano Di Fazio, Il paesaggio antico del Lazio meridionale costiero: aspetti di politica, economia, religione

Diego Ronchi, La Via Severiana e la Fossa Augusta tra Fogliano ed il Promontorio del Circeo. Ricognizione e cartografia storica

Salvatore Ciccone, Il paesaggio del territorio di Formia antica tra urbs e villae

Paolo De Paolis, Paesaggi antichi nel territorio di Anagni

Maria Giudici – Federica Romiti, Paesaggio ed uso della terra: l’esempio del territorio tra Anagni e Villamagna

Enrica Libianchi, Segni nella terra di Preneste

Luca Coppola, Aspetti del paesaggio montano nel quadro degli insediamenti d’altura nella Valle di Comino. Il caso di Montattico

Discussione

Domenica 2 dicembre, ore 9,30 (seduta del mattino), ore 15,30 (seduta del pomeriggio)

Il Medioevo

Alfio Cortonesi, Paesaggi agrari nel Lazio meridionale dall’incastellamento alla fine del medioevo: mutamenti e permanenze

Francesca Romana Stasolla, Formazione ed articolazione del paesaggio medioevale nella diocesi di Veroli

Federica Colaiacomo, Elementi per la ricostruzione del paesaggio del territorio di Segni

Angelo Luttazzi, Le modificazioni del paesaggio nel Territorio Toleriense nell’altomedioevo

Sabrina Pietrobono, Trasformazione del paesaggio nel Lazio cassinese: il caso-studio della “Valle dei Santi”

L’Età Moderna

Gioacchino Giammaria, Paesaggi moderni (dal Cinquecento all’Unificazione nazionale)

Paolo Buonora, Due piante inedite: il Circeo ed il Lago di Paola

Maria Temide Bergamaschi, Il litorale laziale descritto da una mostra

Vincenzo De Caprio, Mura pelasgiche e paesaggio nei viaggiatori di età romantica

Francesco Tetro, Il Museo del Paesaggio di Maenza e le dinamiche progettuali: intenzioni e realizzazioni

Tommaso Cecilia, Il monte ristretto di Anagni

Silvio Barsi, Il paesaggio tra i Lepini ed il mare nella cartografia del Cinque-Seicento

Mostra

Archivio di Stato di Roma, “Lazio Pontificio tra terra e mare-storia e immagini dai documenti dell’Archivio di Stato di Roma (secoli XVI- XIX)”

Sono previste pause durante il corso dei lavori

 

Il paesaggio del Lazio Meridionale – programma in pdf

Patrimonio in “fuga”: la Valle del Sacco

foto urna frontale lovatelli
Si vedano anche: NYT; il sito sulla Valle del Sacco; il Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma (1900); il sito del MET con relativa bibliografia.

Un’urna cineraria romana antica di duemila anni, larga mezzo metro e con un’iconografia insolita e bellissima, si trova dal 2002  al Metropolitan a New York, che l’ha comperata da Sotheby’s per oltre 260 mila dollari.

«È stata scavata ad Anagni [in realtà, secondo altre indicazioni locali, a Concervino, nel territorio del Comune di Gavignano, presso il territorio di Anagni] nel 1899, ed è uscita dal nostro Paese senza nessun permesso: probabilmente, negli Anni 60 del secolo scorso. E ora è al centro di un mistero, perché dopo l’acquisto, è incredibilmente saltato fuori, e chissà come, un rilevante frammento che la completa. È una storia tutta da raccontare, per le sue mille stranezze. Il reperto non mostra volti, o nomi ed epigrafi, su alcun lato: su tre, solo svariati cumuli di scudi, schinieri e corazze, le ruote d’un carro; l’altro ha una falsa porta affiancata da alberi d’alloro, ma è molto lacunosa. Un evidente bottino di guerra. Per Sotheby’s, «un esempio unico». «Gli specialisti l’hanno paragonata alla base della Colonna Traiana», dice Sandra Gatti, archeologa della soprintendenza per il Lazio

LA STORIA

Ne parla per la prima volta la contessa Ersilia Caetani Lovatelli, nel 1900: trovata ad Anagni, sui campi di Pietro Balestra, a due chilometri dalla Villa degli imperatori, già di Marc’Aurelio, poi dei Severi. Durante i lavori agricoli, una camera sepolcrale rettangolare, con l’urna «infranta in vari pezzi»; altri frammenti «non fu possibile recuperarli, per quante ricerche ed escavazioni fece a tal effetto il sig. dott. Pietro Balestra». Non si sa a chi appartenesse, certamente a un condottiero ma al ritrovamento, mancava ogni iscrizione. È in marmo lunense, «assai leggiadramente istoriata». Gli insiemi di oggetti bellici la fanno quasi sembrare un’opera assai più vicina a noi: se è lecito lo sfondone, quasi cubista. Se ne accorge anche il Metropolitan. All’asta, è quotata da 60 a 90 mila dollari però il museo ne sborsa parecchi di più, pur di averla: «Altamente inusuale la sua iconografia», «i pannelli rappresentano un lavoro di alta qualità, eseguito per una committenza speciale».

L’oggetto ha fortuna: pubblicato almeno altre nove volte in altrettanti testi. Ma mostra sempre una vasta parte di uno dei due pannelli maggiori mancante: nell’angolo in alto, a destra. Una foto del 1928, è sicuramente diversa da quella che l’ha resa nota: presumibilmente, l’urna è ancora ad Anagni. Matilde Mazzolani per prima la dichiara «dispersa», nel 1969. E proprio dagli Anni 60, l’oggetto si ritrova a Londra: prima è del collezionista K. J. Hewett, morto nel 1994 a 80 anni, poi, di Howard Ricketts. Ma nel 1976, varca l’Oceano. È a Chicago: cambia per tre volte padrone, fino a che non va all’asta da Sotheby’s, a New York.

IL FRAMMENTO

Intanto, a Londra, in un’altra asta di Sotheby’s del 1988, compare anche il frammento mancante. Dichiarato, in maniera errata, «copia dall’antico». Però, all’atto dello scavo, la contessa Lovatelli aveva certificato che niente di più era stato trovato: i tombaroli si sono prodigati, nuovamente, nel terreno della scoperta? Comunque, il lacerto è comperato da Ariel Herrmann, che, poco dopo l’acquisto dell’urna da parte del Met, lo dona al museo. Combacia perfettamente, e completa la faccia mutila. In gran parte ricomposta (tranne un lato minore con la falsa porta), l’urna viene esposta nella nuova galleria del Metropolitan, restaurata grazie al dono di 20 milioni di dollari della fondazione Shelby White e Leon Levy: famosa coppia di collezionisti, che ha già restituito all’Italia oggetti scavati di frodo, Infatti, non disdegnava di acquistare capolavori dell’antico estratti illegalmente dal nostro sottosuolo, ed usciti di contrabbando dal Paese.

IL GIALLO

Ariel Herrmann nasce Kozloff, è stata curator al museo di Cleveland e suo marito John, a quello di Boston. Entrambi sono spesso citati nel processo contro Gianfranco Becchina: uno dei due grandi “trafficanti” italiani cui, in Svizzera, sono stati confiscati migliaia di pezzi e foto. John viene definito mediatore per la coppia Levy-White. La moglie, per ammissione del memoriale di Robert Hecht, che ha ceduto al Met il Cratere di Eufronio con la “Morte di Sarpedonte” ora tornato a Villa Giulia, ha accresciuto la collezione con oggetti dal nostro Paese, e, dal 1980 al 1994, è stata in contatto con Becchina, trattando acquisti. Ma ha pure messo a punto la documentazione dei reperti poi confluiti nella collezione Fleischman, venduta al Getty ma ritenuta strumento per riciclare i reperti dall’allora Pm Paolo Giorgio Ferri. Stranamente, il nuovo frammento dell’urna di Anagni arriva proprio a lei.
Un’urna dunque di mille misteri. Tranne uno: dall’Italia, è uscita di contrabbando. Sandra Gatti, a lungo a capo dell’Ufficio esportazione di Roma, non ha trovato le tracce di nessuna autorizzazione, obbligatoria dal 1909 in poi».

Concorso V&A – Aquino 2019

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It

Scadenza:15 febbraio 2019.

Costi di partecipazione:non vi sono costi di partecipazione.

> Sezione cultura

Aperta a tesi (di laurea o di dottorato) e monografie che attualizzino il pensiero di Tommaso d’Aquino, anche in ambito non strettamente filosofico o teologico (ad esempio nelle scienze umane e sociali: diritto, economia, scienze politiche, sociologia ecc.), difese o pubblicate a partire dall’anno 2015.

Il tema è libero.

Al primo classificato della Sezione Cultura sarà offerta una borsa di 2.000 euro e la possibilità di presentare la propria tesi o monografia ad Aquino.

> Sezione Arte

Aperto ad opere realizzate con linguaggi artistici classici o contemporanei (pittura, arti plastiche, performance, video arte ecc.) e che abbiano come soggetto o siano ispirate dalla figura, la vita o il pensiero di Tommaso d’Aquino. Per le opere pittoriche si consigliala dimensione massima di 150cm x 150cm, o di 170cm x 120cm. Per le opere plastiche si consiglia la dimensione massima di 150cm di altezza con base di 1m x 1m.

Il tema per la sezione Arte è libero, ma è suggerito il tema:Tommaso d’Aquino, l’eucaristia, l’incarnazione.

Al primo classificato della Sezione Arte sarà offerta una borsa di 2.000 euro e la possibilità di presentare o esporre la propria opera ad Aquino. Al secondo e al terzo classificato della Sezione Arte sarà offerta la possibilità di presentare o esporre la propria opera ad Aquino.

L’atto di premiazione dei si svolgerà ad Aquino il 2 marzo 2019.

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En

Deadline:15 February 2019.

Entry fees:no entry fees.

> Culture section

Open to degree or PhD theses and monographs focused on the thought of Thomas Aquinas, including (but not limited to) domains not strictly philosophical or theological (e.g. in human and social sciences: law, economics, political science, sociology, etc.) examined or first published not before 2015.

The topic is free.

The first-place winner of the Culture category shall receive a € 2,000 award and be offered an opportunity of presenting his/her thesis or monograph at Aquino.

> Art section

Open to works in classical or contemporary art mediums (painting, plastic arts, performing arts, video art, etc.) focused on or inspired by the person, life or thought of Thomas Aquinas. For painting, the maximum size is 150 cm x 150 cm or 170 cm x 120 cm. For plastic works, the maximum size is 150 cm (height) and 1 m x 1 m (base).

The topic is free, but the suggested topic is:Thomas Aquinas, the eucharist, the incarnation.

The first-place winner of the Art category shall receive a € 2,000 award and be offered an opportunity of presenting or exhibiting his/her work at Aquino, Italy. The second-place and third-place winners of the Art category shall be offered an opportunity of presenting or exhibiting their works at Aquino, Italy.

The award ceremony will take place in Aquino, Italy, the 2 March 2019.

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A GIS tool for interdisciplinary landscape studies

Pubblico di seguito l’abstract di un seminario tenuto recentemente a Berlino. Allego la bibliografia utilizzata per preparare le slides da dove sono stati tratti i brani utilizzati per spiegare le linee generali del metodo della caratterizzazione sulla quale sto lavorando, per tentare un migliore adattamento al contesto italiano.

Spero risulti utile.

A GIS tool for interdisciplinary landscape studies

(thinking about a future ‘landscape characterisation’ in Italy…)

Berlin, 8 January 2018

Despite the fact that several projects on Ancient Roman towns and related territories have been carried out during the last decades by applying even the most advanced techniques of field survey, and remote sensing methods, the understanding of some important points of central Italy’s social dynamics from the Roman Period to the Middle Ages has not improved much; this is probably due to the lack of a proper interdisciplinary and contextual approach, which may connect specialists in different fields (archaeologists; historians; etc) to the reality of the landscape.

This paper aims to show the range of possibilities provided by a GIS method elaborated in the UK and recently applied to Italian contexts, at the moment conventionally called ‘Historic Landscape Characterisation’. It develops from a wider collaborative research project, which involves selected historical areas in Southern Lazio, Central Italy, previously included into a project carried out between 2012 and 2014; their study has been further advanced from 2015 to 2017, in order to answer yet unaddressed questions about the relationship between linguistic or historical sources and territories.

During previous research focused on the analysis of the impact of medieval conquests in the UK and Italy through the study of landscapes, results had revealed significant potential for approaching the study of complex social landscapes by combining material and linguistic data relying on an advanced technological tool: in order to manage data coming from environments and textual sources, a relatively new GIS-based method was adapted to the Italian context for the first time; this method emphasises the importance of studying the landscape as a whole by identifying different historic land-uses (e.g. different types of fields, woodland, moors/heaths/grazing land, etc) and by analysing their origins, development and cultural/social characters, trying to understand the evolution of people’s identity and land exploitation. Initially developed by British institutions, this new GIS method has been tailored for selected Italian cases studies in order to correctly reconstruct even different landscapes by collecting data on transformation and/or continuity in the landscape, in Italy and the UK.

Of course, Central Italy is a vital area of study, expecially if considered since the mid-Republican period, when its natural environment was affected in numerous ways by increased social and economic needs. However, other complex transformations within the same areas occurred after the Roman Empire, over the Middle Ages, and finally in the last decades, certainly from the second half of the twentieth century till today. This means that the whole of their consequences in the contemporary landscape must be equally studied and better understood, even before (or at least alongside) attempting to carry out single-subject research on specific topographically focused issues related to past landscapes (towns; roads; centuriation; and so on); it is finally suggested that, in order to obtain an effective knowledge of past historical phases and transformations in Italian archaeological landscapes, the real challenge be identified with a radical change in mentality.

Bibliography:

Belvedere O. 2017, Archaeological Survey in Italy between Ancient Topography and Landscape Archaeology, in La prospezione archeologica: metodi tecnico-scientifici e approccio storico in Germania e in Italia, Survey-Archaeologie: naturwissenschaftlich-technische versus historische Methode in Italien und Deutschland, Rahden/Westf, pp. 21-28.

https://iris.unipa.it/retrieve/handle/10447/250004/472856/02_Belvedere.pdf

Campana S. Emptyscapes, http://www.emptyscapes.org/

Crow J., Turner S., Vionis A. K. 2011, Characterizing the Historic Landscapes of Naxos, in Journal of Mediterranean Archaeology, 24.1, pp. 111-137.

Crow J., Turner S. 2010, Unlocking historic landscapes in the eastern Mediterranean: two pilot studies using historic landscape characterisation, in Antiquity 84 (323), pp. 216-229

Crow J., Turner S. 2016, Landscape and settlement on Byzantine Naxos, in B. Krsmanović, L. Milanović (eds), Proceedings of the 23rd International Congress of Byzantine Studies, 22nd – 27th August 2016, Belgrade, Serbia, Serbian National Committee of AIEB, Belgrade, pp. 318-323

Fairclough, G., Wigley, A. 2005, Historic Landscape Characterisation: An English approach to landscape understanding and the management of change, in del Arbo, M-R & Orejas A. (eds), Landscapes as Cultural Heritage in the European Research, Proceedings of COST A27 Workshop, Madrid 2004, pp. 87-106.

Fairclough, G. 2012, A prospect of time: interactions between landscape architecture and archaeology, in Bell S., I. S. Herlin, Stiles R. (eds), Exploring the Boundaries of Landscape Architecture, London and New York, pp. 81-114.

May, D. E. 2015, The development and use of characterisation-based approaches to manage historic landscapes, in Acta Universitatis Lodziensis. Folia Geographica Socio-Oeconomica, 22, pp. 127-140

Nellemann, V. 2007, Landscape characterisation and planning, LancewadPlan 19.06.2007 http://www.lancewadplan.org/Conference/Presentation-Nellemann.pdf

Pietrobono S, Turner S. 2010, Comparing methods in European context: Historic Landscape Characterisation and new perspectives for research in Italy, «Archeologia Postmedievale», 14, 2010 (2013), pp. 111-133.

Pietrobono, S; Turner, S. 2016, Comparing landscapes : the castle of Ambrifi (Lenola, Latina) and the N-LINK project, in «Lazio e Sabina 11», Atti del convegno, a cura di Russo Tagliente A., Ghini G., Mari Z., Undicesimo incontro di studi sul Lazio e la Sabina, Roma 4-6 giugno 2014, Rome, pp. 285-288.

Pietrobono, S. 2016, «moult nous seront loing à retorner là dont nouz venîmes»: i paesaggi delle frontiere normanne in Inghilterra e Italia», in Archeologia Medievale 43, n. 43, pp. 399-415 

Turner S., Bolòs J., Kinnaird T. 2017, Changes and continuities in a Mediterranean landscape: a new interdisciplinary approach to understanding historic character in western Catalonia, in Landscape Research, pp. 1-17

http://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/01426397.2017.1386778

Kinnaird T., Bolòs J., Turner A., Turner S. 2017, Optically-stimulated luminescence profiling and dating of historic agricultural terraces in Catalonia (Spain), in Journal of Archaeological Science, 78, February 2017, pp. 66-77

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0305440316301662

Widgren, M. 2012: Landscape research in a world of domesticated landscapes: The role of values, theory, and concepts, in Quaternary International, 251, pp. 117-124.

References:

European Landscape Convention 2000

Carta dei Caratteri del Paesaggio, Regione Toscana, Centro Interuniversitario Scienze del Territorio.

E fu così …

… fu così che, dopo un lungo periodo di affanni e studio, durato esattamente 24 mesi calcolando il tutto dalle prime avvisaglie del concorso all’assunzione finale, mi sono trovata ad affrontare questa mia nuovissima esperienza quale funzionario archeologo per il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

Per riprendere a scrivere sul blog dopo tanto tempo ho dovuto riprogrammare, ma soprattutto adattare le mie esperienze di studio ai doveri che mi saranno assegnati in futuro. Un processo che valuterò con il tempo.

La mia sede di lavoro si trova a Tivoli, si chiama VA-VE-SE in forma abbreviata ed è uno dei recenti Istituti Autonomi organizzati dall’ultima riforma del settore dei Beni Culturali. Il suo nome per esteso rivela la variegata sostanza dell’Istituto, che racchiude difatti Villa Adriana, Villa D’Este e il Santuario di Ercole Vincitore, tre assolute meraviglie del patrimonio culturale italiano che si trovano concentrate a Tivoli. I tre nuclei dell’Istituto possiedono molti punti in comune, anche se non sempre visibili a prima vista, e tutti sono connessi al paesaggio ed ai vari significati che possono essere rintracciati al suo interno.

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Il primo aspetto che affronterò sarà ovviamente la condivisione della conoscenza possibile sui vari monumenti, aiutandomi con gli articoli rintracciati su internet. Il resto si valuterà con il tempo. Spero inoltre di aggiornare regolarmente il sito con notizie su incontri e conferenze ai quali potrò partecipare.

A presto in questa nuova avventura insieme e soprattutto: Buon NATALE a tutti voi

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Collections of the Louvre, The Holy Family with St. John the Baptist, between 1536 and circa 1537