In attesa del piano paesaggistico definitivo: a cosa riferirsi

Fermiamoci sul paesaggio, pertanto, e vediamo come poter intervenire sul piano pratico, modificando il rapporto estremamente difficoltoso tra cittadino e territorio. Impresa titanica, da dove partire? Viviamo purtroppo nella confusione, ogni giorno studio cose nuove ma sempre più confuse, che appesantiscono il cervello ed alla fine mal di testa continui che non fanno bene a me che li devo sopportare e agli altri che mi devono sopportare, bontà loro. Non parliamo poi degli articoli che devo scrivere, per ogni parola sorge un problema nuovo di interpretazione.

Sono esausta. Faccio un esempio pratico, visto che sono alle prese con la questione del piano paesaggistico regionale. Provo a domandare chiarimenti sulle cose che non capisco e nessuno riesce a chiarire quello che invece dovrebbe essere semplice e fruibile da tutti.

Quando andate a richiedere una ‘Autorizzazione paesaggistica’, vi viene concessa in virtù del rispetto dei vincoli paesaggistici; quelli attualmente esistenti deriverebbero dagli art. 136, 142, 143 e 156 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, quindi dai piani paesaggistici ivi previsti, tenendo conto dei contenuti dell’art. 157 e del 158 dello stesso codice. Le Regioni che hanno già piani paesaggistici vigenti (e quindi che rendono solo obbligatorio ma non vincolante il parere della soprintendenza competente) sono Puglia e Toscana. La Regione Sardegna, che però è regione autonoma, possiederebbe un piano paesaggistico.

La Regione Lazio sta seguendo l’iter per l’approvazione del Piano Paesaggistico Regionale che per qualche strano motivo continua a chiamarsi Paesistico. La Regione Lazio possiede un Piano Paesistico Territoriale Regionale che risale al 1998, mentre sta elaborando il nuovo, da approvare in via definitiva, si spera entro il 14 Febbraio di quest’anno. Purtroppo, ho potuto constatare che sono molti anni che tale data viene rinviata, per cui al momento un nuovo Piano risulta adottato dalla Giunta Regionale, non approvato in sede definitiva dal Consiglio Regionale, ma che allo stesso tempo occorre tenere in considerazione. Nell’incertezza della cosa, personalmente tengo presente gli strumenti di gestione territoriale locale, in particolare comunale, che essendo più parziali, a rigore di logica dovrebbero essere comunque tenuti sempre aggiornati e comunque risultare più puntuali.

In una delle aree dove ho condotto ricerche, ad Esperia, nel 2015 hanno approvato una proposta consiliare per un nuovo Piano Regolatore locale che ha fatto leva sulla documentazione prodotta dalla Regione Lazio. C’è stata una riunione pubblica del Consiglio comunale in cui si è illustrato il contenuto anche del piano paesaggistico regionale, da quanto ho capito, che di conseguenza ha condotto all’adozione delle nuove regole localmente condivise ed accettate. Per trasparenza, nel 2015 il comune ha pubblicato on line la strumentazione cartografica, per cui è possibile avere un quadro chiaro, ma soprattutto una normativa un pochino stabile alla quale rifarsi.

Per non riproporre la ricerca che ogni tanto occorre fare, mi conviene riportare in questi miei appunti la sintesi delle vicende del Piano Paesaggistico regionale, come riassunte fino al 2015 nella tabella sinottica ministeriale, sperando che sia utile per chiarire.

“La Legge Regionale 6 luglio 1998, n. 24 ha approvato i Piani Paesaggistici della Regione Lazio, attualmente vigenti, ed al contempo ha disposto che “la Regione procedesse all’approvazione del PTPR quale unico piano territoriale paesistico regionale”.
Il PTPR è stato predisposto sulla base della stipula di un preliminare ed antesignano “Accordo di collaborazione per la redazione del PTPR” ai sensi dell’articolo 15 comma 1 della legge 7 agosto 1990 n. 241, sottoscritto il 9 febbraio 1999 fra Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, la Regione Lazio e Università di Roma Tre – DIPSA, il cui schema è stato approvato con DGR n. 5814 del 3. 11. 1998.
La redazione è stata sviluppata, a far corso dalla data di sottoscrizione dell’Accordo, da un apposito Comitato Tecnico Scientifico (CTS), istituito con DGR n. 5586 del 23/11/1999 e nominato con successivo Decreto del Presidente della Giunta Regionale del Lazio n. 84/2000 del 14 febbraio 2000, di cui hanno fatto parte rappresentanti del Ministero e della Regione, integrato inoltre con rappresentanti del Comune di Roma.
Tale attività, sebbene avesse prodotto ed approvato documenti metodologici di redazione del piano, elaborazioni tecnico-scientifiche, criteri di valutazione delle osservazioni, verifiche e ricognizioni sul campo, pervenendo ad elaborazioni largamente definitive del Piano, si è interrotta nel 2007 stante la mancata condivisione da parte del MiBACT di alcune scelte di pianificazione relative al territorio del Comune di Roma proposte dalla Regione. Quest’ultima ha ritenuto di adottare unilateralmente, nello stesso anno, il PTPR esteso all’intero territorio regionale.
Successivamente, mentre si procedeva comunque alla istruttoria delle osservazioni pervenute, si sono svolti incontri con la DR e la DG nel corso dei quali la Regione ha manifestato l’intenzione di riattivare un percorso condiviso e quindi di procedere alla definizione dell’Intesa, poi sottoscritta, assieme al disciplinare, nel dicembre 2013. Sono conseguentemente in corso i lavori del Comitato tecnico congiunto di copianificazione e si sta procedendo, in particolare, alla validazione delle attività di ricognizione dei beni paesaggistici e all’esame congiunto dell’ingente numero di osservazioni pervenute dopo l’adozione del Piano (attività entrambe in fase conclusiva), nonché alla revisione delle Norme Tecniche di Attuazione e, in tale ambito, alla precisazione e alla integrazione delle prescrizioni d’uso dei beni paesaggistici”.

In poche parole, data la confusione vigente, sopra riassunta al 2015, e visti i ritardi che si accumulano incessantemente, dovendo purtroppo continuare a studiare e a pubblicare su territori che comunque sono ripartiti in comuni, ho deciso di riferirmi sempre e comunque alla zonizzazione comunale, seguendo le approvazioni consiliari dei piani regolatori locali, che in linea teorica dovrebbero risultare aggiornati e sempre vincolati alla normativa regionale e nazionale in divenire.

Spero che la riflessione possa essere utile, come tutte le altre.

Tabella Sinottica del MIBACT

1449477341435_pianificazione_paesaggistica_quadro_sinottico_ottobre_2015
Piano Paesistico Territoriale Regionale del 2016 (Giunta Regionale)

http://www.consiglio.regione.lazio.it/binary/consiglio_regionale/tbl_commissioni_documenti/PDC_n._60_del_10.3.2016.pdf

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