Riserva Naturale Statale

Mi sarebbe piaciuto saltare questa voce ma non posso, anche perché a dire il vero non ho capito quale differenza intercorra tra questa riserva nazionale ed il Parco, forse per il grado di antropizzazione, ma non vorrei dire una stupidaggine.

In linea teorica dovrebbe avere prerogative simili all’area naturale regionale; la sua amministrazione però  dovrebbe essere affidata allo stato, altrimenti lo “statale” non avrebbe senso. Infatti occorre andare ancora più in profondità con tale istituto. Se dobbiamo dare retta a wikipedia, esiste un ulteriore accrescimento di complessità nella sua composizione: «Le riserve naturali statali sono costituite da aree terrestri, fluviali, lacustri o marine che contengano una o più specie naturalisticamente rilevanti della fauna e della flora, ovvero presentino uno o più ecosistemi importanti per la diversità biologica o per la conservazione delle risorse genetiche. La rilevanza degli elementi naturalistici presenti le colloca tra le riserve statali».

Per cercare di capire il tutto, mi sono spostata verso il litorale romano, dove con mia grande soddisfazione ho constatato l’esistenza di una molteplicità di aree protette (il che onestamente mi permette di domandarmi come mai è tanto degradato se viene pure protetto…).

Vabbè, ad ogni modo verso il litorale si elenca, ad esempio, un parco urbano, costituito dalla Pineta di Castel Fusano (quella dove qualche anno fa trovarono una coppia di serpenti a sonagli che qualche genio aveva scaricato lì, passando, tanto per dire); esiste la Tenuta Presidenziale di Castel Fusano, trasformata giustamente in riserva naturale nazionale visto che è in dotazione alla Presidenza della Repubblica, quindi renderla Parco aperto proprio a tutti mi sembra effettivamente problematico per la sicurezza ed altro (hai visto mai che il presidente abbia voglia di farsi un giretto a osservare le papere, mica lo può fare in mezzo ai boy-scouts che campeggiano, giusto?). Ho anche letto che l’hanno resa Sito di Interesse Comunitario, ma già sono in confusione al momento per cui questo punto lo tratterò altrove.

Infatti, proseguendo la mia ricerca lungo il litorale ho toccato con mano che la riserva naturale statale ha un ruolo differente rispetto al Parco, essendo focalizzata sulla protezione dell’ecosistema in maniera più puntuale, visto che ne esistono anche all’interno dei Parchi: una riserva meravigliosa è difatti la Riserva Naturale Foresta Demaniale del Circeo, istituita nel 1977 all’interno del Parco Nazionale del Circeo, creato nel 1934. Nel medesimo Parco sussistono la Riserva Naturale Rovine di Circe, dal 1971; la RN Piscina delle Bagnature, dal 1975; la RN Piscina della Gattuccia, dal 1971; la RN Pantani dell’Inferno, dal 1979; la RN Lestra della Coscia, dal 1971.

Insomma, se si chiama riserva e non parco un motivo ci sarà, o no?

Quest’aspetto mi ha illuminato, perché se si trovano nel parco nazionale risulta di conseguenza che la loro responsabilità è in primo luogo statale, ergo ministeriale: ritornando al litorale romano, risulta chiaro perché la Riserva Naturale Statale Litorale Romano sia una riserva nazionale, in quanto comprende al suo interno aree amministrate direttamente dallo stato, ad esempio l’area degli scavi di Ostia, anche se poi l’ente gestore risulta in prima battuta Roma Capitale (un conto è l’istituto, un conto la sua gestione che può essere affidata ad altri).

Le finalità istitutive sono bene esplicitate nel decreto istitutivo:
1. L’istituzione della riserva persegue, in particolare, le seguenti finalità:
a) la conservazione delle caratteristiche ecologiche, florovegetazionali, faunistiche ed idrogeomorfologiche;
b) il restauro ambientale degli ecosistemi degradati;
c) la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, monumentale e culturale, anche con riferimento al patrimonio storico-architettonico di edilizia rurale minore;
d) la tutela dei valori paesistici;
e) la salvaguardia e valorizzazione del patrimonio agricolo dell’area, promuovendo anche forme di ricerca finalizzate alla realizzazione di un sistema produttivo agro-ambientale a basso impatto;
f) la promozione delle attività compatibili con la conservazione delle risorse naturali, con particolare riferimento all’agricoltura e al turismo naturalistico;
g) la realizzazione di programmi di studio e di ricerca scientifica, con particolare riferimento ai caratteri peculiari del territorio;
h) la realizzazione di programmi di educazione ambientale

Risulta anche chiara la modalità gestionale: Organismo di gestione
1. La gestione della riserva è affidata ai comuni di Roma e Fiumicino per le aree di rispettiva competenza. A tal fine il Ministro dell’ambiente stipula entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto una apposita convenzione con entrambi i comuni che può essere stipulata anche separatamente. Tale convenzione dovrà garantire la unitarietà di gestione e dovrà prevedere le relative strutture ed il personale da utilizzare nella gestione della riserva, che sono posti alle dipendenze di ciascuno dei due comuni… etc etc etc…

Da quanto ho potuto capire, perciò, non importa la gestione per la sua classificazione, bensì il decreto di istituzione, che vaglia la complessità anche amministrativa dell’area protetta, e la legge quadro in effetti è abbastanza chiara in materia (anche se ho visto che è stato meglio procedere dal territorio alla legge, invece dell’opposto, per riuscire ad avere uno schema mentale di riferimento).

LEGGE 6 dicembre 1991, n. 394: Legge quadro sulle aree protette. (GU n.292 del 13-12-1991 – Suppl. Ordinario n. 83)

Solo a dare un’occhiata alla mappe del Litorale romano dell’area protetta, è ben visibile la vastità dei problemi legati ai siti ivi compresi. Sintesi tratta dalla solita wikipedia riporta infatti:

La riserva occupa un’area di 16.327 ettari; della Riserva fanno parte

aree di interesse naturalistico:

  • le Dune di Palidoro
  • l’ Oasi WWF di Macchiagrande di Fregene
  • i tumuleti di Bocca di Leone
  • l’Oasi WWF Foce dell’Arrone
  • l’Oasi WWF delle Vasche di Maccarese
  • l’Oasi LIPU Castel di Guido
  • la pineta di Coccia di Morto
  • Macchiagrande di Galeria
  • la valle e la foce del Tevere
  • la tenuta di Procoio
  • la Pineta di Castel Fusano
  • le dune di Capocotta
  • il Centro Habitat Mediterraneo LIPU Ostia

aree di interesse archeologico e storico:

  • i resti della città romana di Ostia
  • i resti dei porti imperiali di Claudio e di Traiano
  • la Necropoli romana di Porto all’Isola Sacra
  • Il borgo medioevale di Ostia Antica con il Castello di Giulio
  • Le torri costiere: Tor San Michele, Boacciana, torre Primavera a Fregene, torre di Palidoro
  • Castello Chigi
  • Castello Rospigliosi

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Bè, direi che non è poco …. Peccato che tocchi pure leggere questo, però:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/23/bando-per-la-tenuta-di-castelporziano-scelta-la-figlia-dellex-vicesegretario-del-quirinale-pronti-ricorsi-non-ha-requisiti/3534924/

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