Riserve Naturali Regionali

Per le riserve naturali protette sono partita dal sito della Legambiente, che riporta una bella lista di definizioni:

«Le Riserve Naturali (Statali e Regionali)

Le riserve naturali sono costituite da aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che contengono una o più specie naturalisticamente rilevanti della flora e della fauna, ovvero presentano uno o più ecosistemi importanti per le diversità biologiche o per la conservazione delle risorse genetiche. Le riserve naturali possono essere statali o regionali in base alla rilevanza degli interessi in esse rappresentati.
Secondo una più puntuale definizione tecnica, una Riserva Naturale è «una estensione di territorio definita dai sistemi naturali che la occupano ed opportunamente circoscritta all’interno della quale le attività umane sono inibite, in tutto o in parte, o comunque subordinate alla salvaguardia dell’ambiente naturale, considerato in alcuni suoi aspetti o nella totalità della sua espressione»(Giacomini). L’istituzione delle riserve, a differenza dei parchi, muove dunque da esclusive esigenze protezionistiche che estraniano completamente le attività antropiche, accettabili, peraltro, solo se finalizzate al restauro naturalistico orientando, con appropriati interventi, l’evoluzione degli ecosistemi».

Risulta evidente che si procede per complessità. Il sito della Legambiente mi è sembrato molto chiaro, per cui lo utilizzerò ancora.

Come illustrato nel sito -più volte segnalato- della Regione Lazio, «Parchi e riserve naturali vengono istituiti con legge regionale, secondo la procedura prevista all’art. 9 della legge. Sulla base di un documento di indirizzi per l’istituenda area protetta, predisposto da una apposita conferenza cui partecipano tutti gli enti locali territorialmente interessati, viene predisposta la legge istitutiva, che definisce, tra l’altro: il perimetro provvisorio dell’area protetta e il regime di salvaguardia (di cui all’art. 8 della legge) che in essa si applica fino all’entrata in vigore del Piano e del Regolamento; il soggetto cui è affidata la gestione; la distribuzione delle quote di partecipazione degli enti locali territorialmente interessati alla Comunità dell’area naturale protetta».

Come per i monumenti naturali, ogni area deve possedere un regolamento:

«Procedura di approvazione dei Regolamenti delle aree naturali protette e dei monumenti naturali

La procedura di approvazione dei Regolamenti delle aree naturali protette e dei monumenti naturali della Regione Lazio è fissata all’art. 27 della Legge Regionale 6 ottobre 1997, n. 29, e successive modifiche e integrazioni.

Il Regolamento viene predisposto e adottato dall’Ente di gestione dell’area naturale protetta.

Il Regolamento adottato viene trasmesso ai Comuni territorialmente interessati, che possono presentare eventuali osservazioni entro tre mesi dalla ricezione. L’Ente di Gestione esprime il proprio parere sulle osservazioni, lo approva con atto deliberativo e trasmette tutta la documentazione alla Regione. Gli uffici regionali conducono quindi l’esame istruttorio del Regolamento, verificandone la conformità alle leggi.

Terminata l’istruttoria, la Giunta Regionale adotta il Regolamento e lo sottopone all’approvazione del Consiglio Regionale, apportando eventuali modifiche e integrazioni.

Il Regolamento approvato definitivamente dal Consiglio Regionale viene pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio ed entra in vigore dopo tre mesi dalla data di pubblicazione. Entro lo stesso termine i Comuni interessati devono adeguare i propri regolamenti alle previsioni del Regolamento definitivamente approvato. Scaduto tale termine, sui regolamenti comunali prevale comunque il Regolamento dell’area protetta, e i Comuni sono tenuti ad applicarlo.»

Wikipedia a volte è utilissimo e ci fornisce una prima lista di aree naturali del Lazio, che ricordiamo fino all’aggiornamento del sito regionale risultavano in numero di 31:

  • Riserva naturale Antiche Città di Fregellae e Fabrateria Nova e del Lago di San Giovanni Incarico
  • Riserva naturale di Decima-Malafede
  • Riserva naturale dell’Insugherata
  • Riserva parziale naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile
  • Riserva naturale del Lago di Canterno
  • Riserva naturale lago di Posta Fibreno
  • Riserva naturale Lago di Vico
  • Riserva naturale Laurentino-Acqua Acetosa
  • Riserva naturale della Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco
  • Riserva naturale di Macchiatonda
  • Riserva naturale della Marcigliana
  • Riserva regionale Montagne della Duchessa
  • Riserva naturale di Monte Catillo
  • Riserva naturale di Monte Mario
  • Riserva naturale Monte Navegna e Monte Cervia
  • Riserva naturale Monte Rufeno
  • Riserva parziale naturale Monterano
  • Riserva naturale del Monte Soratte
  • Riserva naturale di Nomentum
  • Riserva naturale parziale Selva del Lamone
  • Riserva naturale della Tenuta dei Massimi
  • Riserva naturale della Tenuta di Acquafredda
  • Riserva naturale di Nazzano, Tevere-Farfa
  • Riserva naturale regionale Tor Caldara
  • Riserva naturale di Tuscania
  • Riserva naturale della Valle dei Casali
  • Riserva naturale Valle dell’Aniene
  • Riserva naturale provinciale Monte Casoli di Bomarzo
  • Riserva naturale provinciale Villa Borghese

Tramite il sito web RomaNatura è possibile avere un’idea di come venga gestito un sistema di aree naturali. Per chi avesse voglia di consultare un regolamento, si trova questo online come pure quello dei Monti Simbruini, che però è un parco regionale e si illustrerà a breve.

A presto

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