Il Parco Nazionale

Si tratta dell’Ente che si conosce meglio, grazie alla frequentazione di aree come il Parco Nazionale del Circeo, quello dell’Abruzzo ora denominato Abruzzo, Lazio e Molise, oppure del Parco dello Stelvio, oppure del Gran Paradiso. Un tempo esisteva anche il Parco della Calabria.

Sono questi i grandi parchi nazionali storici, ai quali sono state aggiunte nel tempo altre vaste aree che rispondono ai requisiti illustrati in un post precedente. Sono numerosi e proprio in virtù della loro anzianità meglio noti, per cui spero che non ci sia bisogno di dilungarsi nella loro descrizione, anche perché possiedono molte pagine on line e molte pubblicazioni dove reperire i decreti che li riguardano.

Ricordo che questa elencazione si riferiva alle aree naturali protette che sono state indicate dal comma 1 punto f dell’art. 142 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, il quale inserisce all’interno della pianificazione paesaggistica in maniera automatica le seguenti categorie di aree territoriali esistenti al momento dell’entrata in vigore del codice stesso:

«1. Sono comunque di interesse paesaggistico e sono sottoposti alle disposizioni di questo Titolo:

[Principale riferimento è la legge Galasso del 08/08/1985, n. 431 legge4311985]
a) i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;
b) i territori contermini ai laghi compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i territori elevati sui laghi;
c) i fiumi, i torrenti, i corsi d’acqua iscritti negli elenchi previsti dal testo unico delle disposizioni di legge sulle acque ed impianti elettrici, approvato con regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775 R.D.N.1775_1933, e le relative sponde o piedi degli argini per una fascia di 150 metri ciascuna;
d) le montagne per la parte eccedente 1.600 metri sul livello del mare per la catena alpina e 1.200 metri sul livello del mare per la catena appenninica e per le isole;
e) i ghiacciai e i circhi glaciali;
f) i parchi e le riserve nazionali o regionali, nonché i territori di protezione esterna dei parchi;
g) i territori coperti da foreste e da boschi, ancorché percorsi o danneggiati dal fuoco, e quelli sottoposti a vincolo di rimboschimento, come definiti dall’articolo 2, commi 2 e 6, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227 Decreto Legislativo 18 maggio 2001 n227;
h) le aree assegnate alle università agrarie e le zone gravate da usi civici;
i) le zone umide incluse nell’elenco previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 13 marzo 1976, n. 448 dpr_13_03_1976_448_ramsar;

[si riferisce alla Convenzione di Ramsar, ratificata dall’Italia e relativa alle zone umide]

l) i vulcani;
m) le zone di interesse archeologico [individuate alla data di entrata in vigore del presente codice]».

CeciliaMetella2-800Dando per scontato che le altre voci si conoscano (tranne forse quella relativa alle università agrarie e usi civici, che ci porterebbe troppo lontano, ergo per ora è bene tralasciare) e visto che non intendo mettermi a descrivere vulcani, una volta associata ad ogni menzione di legge il relativo testo, è giunta l’ora di trattare la voce: “zone di interesse archeologico”, di cui al punto m; per far ciò ritorniamo nuovamente alla nostra beneamata via Appia Antica.

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