Gli Archivi

La riorganizzazione del MiBACT è come una droga, una volta che hai iniziato a studiarla non riesci più a fermarti.

Qualche post fa avevo elencato:

Alla Direzione Centrale Archivi risultano assegnati
1. Istituto centrale per gli archivi
2. Archivio centrale dello Stato (Istituto dotato di autonomia speciale)
3. 15 Soprintendenze archivistiche e bibliografiche e 8 archivi di Stato (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia )
Circa questi 8 magici Archivi la spiegazione è semplice, la copio ed incollo dal sito del Ministero, Direzione Generale Archivi:

«Gli Archivi di Stato sono presenti in ogni città capoluogo di provincia, per un totale di 100 sedi. Conservano, in molti casi in edifici di grande rilevanza storica e architettonica, gli archivi delle amministrazioni centrali e periferiche degli Stati preunitari e gli archivi delle amministrazioni periferiche dello Stato unitario, che vi sono versati una volta passati 30 anni dalla conclusione della pratica.
Otto di essi sono uffici di livello dirigenziale non generale (Firenze, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia, Bologna, Genova), i restanti sono diretti da funzionari.

Le Sezioni di Archivio di Stato sono presenti in 33 città non capoluoghi di provincia, ove sono conservati rilevanti fondi archivistici relativi alla storia del territorio.

Gli Archivi di Stato sono dotati di autonomia tecnico-scientifica e svolgono funzioni di tutela e valorizzazione dei beni archivistici in loro consegna, assicurandone la pubblica fruizione, nonché funzioni di tutela degli archivi, correnti e di deposito, dello Stato. Gli Archivi di Stato possono sottoscrivere, anche per fini di didattica, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca.
Gli Archivi di Stato provvedono all’acquisto di beni e servizi in economia ed effettuano lavori di importo non superiore a 100.000 euro.
In caso di assenza di personale tecnico-amministrativo o per altre esigenze di carattere organizzativo, gli Archivi di Stato possono chiedere al Segretariato regionale, entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale di approvazione della programmazione degli interventi, di svolgere le funzioni di stazione appaltante per attività di cui al comma 2.
Con decreto ministeriale di natura non regolamentare, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, e dell’articolo 4, commi 4 e 4-bis, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, possono essere individuati gli Archivi di stato aventi natura di uffici dirigenziali di livello non generale.

(art. 37 del dcpm 29 agosto 2014/171)»

La distinzione magica in questo caso è:

  • i mitici 8 archivi sono diretti da dirigenti di livello non generale;
  • gli altri da funzionari che dirigono a livello non dirigenziale.

Capito?

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