Gli Archivi

La riorganizzazione del MiBACT è come una droga, una volta che hai iniziato a studiarla non riesci più a fermarti.

Qualche post fa avevo elencato:

Alla Direzione Centrale Archivi risultano assegnati
1. Istituto centrale per gli archivi
2. Archivio centrale dello Stato (Istituto dotato di autonomia speciale)
3. 15 Soprintendenze archivistiche e bibliografiche e 8 archivi di Stato (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia )
Circa questi 8 magici Archivi la spiegazione è semplice, la copio ed incollo dal sito del Ministero, Direzione Generale Archivi:

«Gli Archivi di Stato sono presenti in ogni città capoluogo di provincia, per un totale di 100 sedi. Conservano, in molti casi in edifici di grande rilevanza storica e architettonica, gli archivi delle amministrazioni centrali e periferiche degli Stati preunitari e gli archivi delle amministrazioni periferiche dello Stato unitario, che vi sono versati una volta passati 30 anni dalla conclusione della pratica.
Otto di essi sono uffici di livello dirigenziale non generale (Firenze, Milano, Napoli, Roma, Torino, Venezia, Bologna, Genova), i restanti sono diretti da funzionari.

Le Sezioni di Archivio di Stato sono presenti in 33 città non capoluoghi di provincia, ove sono conservati rilevanti fondi archivistici relativi alla storia del territorio.

Gli Archivi di Stato sono dotati di autonomia tecnico-scientifica e svolgono funzioni di tutela e valorizzazione dei beni archivistici in loro consegna, assicurandone la pubblica fruizione, nonché funzioni di tutela degli archivi, correnti e di deposito, dello Stato. Gli Archivi di Stato possono sottoscrivere, anche per fini di didattica, convenzioni con enti pubblici e istituti di studio e ricerca.
Gli Archivi di Stato provvedono all’acquisto di beni e servizi in economia ed effettuano lavori di importo non superiore a 100.000 euro.
In caso di assenza di personale tecnico-amministrativo o per altre esigenze di carattere organizzativo, gli Archivi di Stato possono chiedere al Segretariato regionale, entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale di approvazione della programmazione degli interventi, di svolgere le funzioni di stazione appaltante per attività di cui al comma 2.
Con decreto ministeriale di natura non regolamentare, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, e dell’articolo 4, commi 4 e 4-bis, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, possono essere individuati gli Archivi di stato aventi natura di uffici dirigenziali di livello non generale.

(art. 37 del dcpm 29 agosto 2014/171)»

La distinzione magica in questo caso è:

  • i mitici 8 archivi sono diretti da dirigenti di livello non generale;
  • gli altri da funzionari che dirigono a livello non dirigenziale.

Capito?

Parchi Archeologici di rilevante interesse nazionale

Con molta fatica, siamo arrivati agli ultimi elenchi. Al decreto 9 aprile 2016, recante «Disposizioni in materia di aree e parchi archeologici e istituti e luoghi della cultura di
rilevante interesse nazionale», sono state apportate modificazioni.

Al DM 9/04/2016 i luoghi della cultura di rilevante interesse erano 5, a Gennaio 2017 sono diventati 7:

1 – Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei

1-bis Il Parco Archeologico del Colosseo

2 – Il Parco Archeologico dell’Appia Antica

3 – Il Parco Archeologico di Ercolanum

4 – Il Parco Archeologico di Ostia Antica

5 – Il Parco Archeologico di Paestum

5-bis Il Parco Archeologico di Pompei

Quanto sono estesi?

Art 5. Parco archeologico dei Campi Flegrei
1. Al Parco archeologico dei Campi Flegrei sono assegnati gli istituti e luoghi della cultura, immobili e/o complessi situati nei Comuni di Bacoli, Giugliano in Campania, Monte di Procida e Pozzuoli, in provincia di Napoli, indicati nell’allegato 2 del decreto ministeriale 23 dicembre 2014, e successive modificazioni.

Li abbiamo elencati nella diversa sezione, ma li ripeto:

Anfiteatro di Cuma – Bacoli (Napoli)
Anfiteatro di Liternum – Giugliano in Campania (Napoli)
Anfiteatro Flavio, Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Cento Camerelle, Bauli – Bacoli (Napoli)
Grotta della Dragonara, Misenum – Bacoli (Napoli)
Grotta di Cocceio – Pozzuoli (Napoli)
Ipogei del Fondo Caiazzo, settore della necropoli di Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia – Bacoli (Napoli)
Necropoli c.d. di San Vito, settore della necropoli di Puteoli -Pozzuoli (Napoli)
Necropoli di Cappella, Misenum – Monte di Procida (Napoli)
Necropoli di via Celle, settore della necropoli di Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Parco Archeologico delle Terme di Baia – Bacoli (Napoli)
Parco archeologico di Cuma – Pozzuoli (Napoli)
Parco archeologico di Liternum – Giugliano in Campania (Napoli)
Parco Archeologico Sommerso di Baia – Bacoli (Napoli)
Parco Monumentale di Baia – Bacoli (Napoli)
Piscina Mirabilis, Misenum – Bacoli (Napoli)
Sacello degli Augustali, Misenum – Bacoli (Napoli)
Stadio di Antonino Pio, Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Teatro romano, Misenum – Bacoli (Napoli)
Tempio c.d. di Diana, Baia – Bacoli (Napoli)
Tempio c.d. di Venere, Baia – Bacoli (Napoli)
Tempio c.d. di Apollo, lago d’Averno – Pozzuoli (Napoli)
Tempio c.d. di Serapide, Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Tomba c.d. di Agrippina, Bauli – Bacoli (Napoli)

Art. 5-bis. (Parco archeologico del Colosseo).

1. Al Parco archeologico del Colosseo sono assegnati i luoghi della cultura, immobili e/o complessi, situati nel Comune di Roma, indicati nell’allegato 2 del decreto 23 dicembre 2014, e successive modificazioni, nonche’ ogni altro monumento o immobile, ricompreso nell’area di cui al comma 2, gia’ di competenza della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale.
2. Oltre a quanto stabilito dall’art. 4, comma 3, del presente decreto, il direttore del Parco archeologico del Colosseo esercita le funzioni spettanti ai soprintendenti archeologia, belle arti e paesaggio sull’area archeologica di cui all’accordo tra il Ministero e Roma Capitale per la valorizzazione dell’area archeologica centrale sottoscritto in data 21 aprile 2015, delimitata in particolare, come da planimetria riportata quale allegato A al presente decreto, dalle seguenti vie: Via del Circo Massimo; Via dell’Ara Massima di Ercole; Via di S. Teodoro; Via del Foro Romano; (adiacente a) Piazza Venezia; (adiacente a) Piazza Madonna di Loreto; Via Magnanapoli; Largo Magnanapoli; Salita del Grillo; Piazza del Grillo; Via Tor dei Conti; Largo Corrado Ricci; Via dei Fori Imperiali; Via delle Terme di Tito; Via delle Sette Sale; Via delle Terme di Traiano; Viale Fortunato Mizzi; Via della Domus Aurea; Via di S. Giovanni; (adiacente a) Piazza del Colosseo; Via Celio Vibenna; Via di S. Gregorio; Piazza di Porta Capena. Con riguardo alle funzioni di cui al presente comma, il coordinamento e l’indirizzo sul Parco archeologico del Colosseo sono esercitati dalla Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio.

Nella diversa sezione si sono trovati assegnati:

Anfiteatro Flavio (Colosseo) – Roma
Arco di Costantino – Roma
Domus Aurea – Roma
Foro romano e Palatino – Roma
Meta Sudans – Roma

Art. 6. Parco archeologico dell’Appia antica
1. I confini del Parco archeologico dell’Appia antica coincidono con quelli del Parco  Regionale dell’Appia Antica, istituto con legge della Regione Lazio 10 novembre 1988, n. 66.
2. Ai sensi dell’art. 6, comma 2, del decreto 23 gennaio 2016, il direttore del Parco  archeologico dell’Appia antica e’ altresi’ responsabile del progetto di valorizzazione dell’intera strada consolare. A tal fine, il direttore coordina tutte le iniziative riguardanti l’Appia antica sul territorio nazionale.

Nella diversa sezione si sono trovati assegnati:

Acquedotti dell’Acqua Marcia, Acqua Claudia e Annio Novus – Roma
Acquedotto dei Quintilii – Roma
Antiquarium di Lucrezia Romana – Roma
Mausoleo di Cecilia Metella – Roma
Tombe della via Latina – Roma
Tratto demaniale della via Appia con annessi monumenti e mausolei – Roma
Villa dei Quintili – Santa Maria Nova – Roma
Villa dei Sette Bassi – Roma
Villa di Capo di Bove – Roma

Art. 7. Parco archeologico di Ercolano
1. Il Parco archeologico di Ercolano e’ cosi’ delimitato:
a) confine lato nord: il tracciato di corso Resina, traversa 1 mercato /via Fontana e corso Italia dall’incrocio con il muro di confine del parco della Reggia di Portici all’incrocio con via Alveo;
b) confine lato est: la linea che da corso Italia prosegue fino al mare, lungo il tracciato di via Alveo, via Aldo Moro, via Plinio; c) confine lato sud: il mare nel tratto compreso tra via Plinio e via Mortelle;
d) confine lato ovest: il confine tra i comuni di Portici e Ercolano, che segue il tracciato di via Mortelle fino a corso Resina.

Ha ricevuto assegnato l’area del Parco Archeologico

Art. 8 Parco archeologico di Ostia antica
1. Il Parco archeologico di Ostia antica e’ costituito dalle aree archeologiche di Ostia antica e Isola Sacra, dal complesso degli antichi Porti di Claudio e Traiano, ed e’ cosi’ delimitato:
a) confine lato nord: via Portuense, viale di Porto, viale del lago di Traiano, rampe autostrada, rotonda martiri di Kindu, recinzione aeroportuale, viale del porto di Traiano;
b) confine lato sud ovest: dalla antica linea di costa corrispondente all’allineamento di via della Scafa con le recinzioni delle aree demaniali di Ostia antica e delle ville costiere di Procoio, fino all’intersezione con via di Castel Fusano;
c) confine lato est: dalla via di Castel Fusano, via Ostiense, via del Collettore Primario e fiume Tevere, fino all’intersezione con la via Portuense;
d) confine lato ovest: da viale Coccia di morto, vicolo Coccia di morto, via del Branzino, via dei Mitili, via della Foce Micina, fossa Traiana fino all’intersezione con via della Scafa.

Complessi assegnati:

Aree archeologiche di Ostia Antica e Isola Sacra – Ostia (Roma)
Basilica di S. Ippolito e Antiquarium – Fiumicino (Roma)
Complesso degli antichi Porti di Claudio e Traiano – Fiumicino (Roma)
Iseo Portuense – Fiumicino (Roma)
Museo delle Navi – Fiumicino (Roma)
Necropoli della via Laurentina – Roma
Necropoli di Pianabella – Roma
Necropoli di Porto e Isola Sacra – Fiumicino (Roma)
Porti di Claudio e di Traiano – Roma
Saline di Ostia – Ostia (Roma)
Tor Boacciana – Ostia (Roma)
Ville Costiere – Ostia (Roma)

Art. 8-bis. (Parco archeologico di Pompei).

1. I confini del Parco archeologico di Pompei includono le seguenti aree di interesse archeologico:

a) all’interno del Comune di Pompei (Napoli), l’area cosi’ delimitata: il confine a nord, in corrispondenza della contrada Civita, ricalca quello territoriale del Comune di Pompei fino a via Grotta, via Provinciale Pizzo Martino e via Nolana, che costituiscono il limite est con l’inclusione del Santuario, per poi proseguire lungo la direttrice formata da via Piave, via Duca D’Aosta, via Astolelle II traversa fino all’autostrada Napoli-Salerno, che rappresenta il confine sud del territorio di competenza. A ovest il limite ricalca il confine territoriale del comune;
b) all’interno del Comune di Torre del Greco (Napoli): ad ovest il territorio di competenza coincide con il limite territoriale del comune (acque territoriali) includendo le aree demaniali di Villa Sora e Terme Ginnasio fino alla Traversa viale Campania (a nord), alla strada statale 18 Tirrena inferiore, a via Alcide De Gasperi (a est) e a via Litoranea (a sud);
c) all’interno del Comune di Boscoreale (Napoli): l’Area di Villa Regina e l’Antiquarium;
d) all’interno del Comune di Poggiomarino (Napoli): il Parco archeologico di Longola;

e) all’interno del Comune di Torre Annunziata (Napoli): l’area demaniale delle ville delimitata a sud da via Gioacchino Murat, ivi compreso lo Spolettificio e l’area della Real Fabbrica d’armi, delimitata da corso Garibaldi, via Carlo III, via Eolo, via Strada Pedonale, via G. Parini. Il limite nord coincide con via Vittorio Veneto. E’ inclusa la porzione di Pagus in localita’ traversa Andolfi;
f) all’interno dei Comuni di Castellammare di Stabia-Gragnano (Napoli): la competenza sul territorio del Comune di Castellammare di Stabia si estende sui fogli 6 e 15 del  catasto, corrispondenti alla Collina di Varano, includendo altresi’ l’adiacente porzione del Comune di Gragnano e, alle pendici del Faito, la Reggia del Quisisana;
g) all’interno del Comune di Lettere (Napoli): l’Area del Castello;
h) all’interno del Comune di Scafati (Salerno): l’area del Real Polverificio borbonico.

Complessi assegnati:

Antiquarium di Boscoreale (Napoli)
Area archeologica di Villa Sora – Torre del Greco (Napoli)
Area archeologica di Pompei – Pompei (Napoli)
Castello di Lettere (Napoli)
Parco archeologico di Longola – Poggiomarino (Napoli)
Ex Real Polverificio borbonico – Scafati (Salerno)
Reggia del Quisisana – Castellammare di Stabia (Napoli)
Scavi archeologici di Oplontis – Torre Annunziata (Napoli)
Scavi archeologici di Stabiae – Castellamare di Stabia (Napoli)
Sito archeologico di Villa Regina – Boscoreale (Napoli)

Paestum era già noto:

Area Archeologica di Paestum – Capaccio (Salerno)
Area Archeologica e Museo Narrante di Foce Sele – Capaccio (Salerno)
Museo Archeologico Nazionale di Paestum – Capaccio (Salerno)
la cinta muraria e l’edificio “Ex stabilimento Cirio”

 

Musei e parchi archeologici dotati di autonomia speciale al Maggio 2017

Torre di S. Gregorio

(N.B. 03/05/17 Ho dovuto mettere  mano alle circolari interne per capirci qualche cosa in più, e ad oggi  è risultato questo. Ho dovuto togliere un poco di periferici qui e là perché erano ridondanti. Va detto che solo con sotto gli occhi la ripartizione degli stipendi mi è entrata in testa la cosa. Evidentemente essere espliciti in sede di scrittura di decreti circa al fatto che si tratta solo di vile pecunia fa poco fine. In poche parole, quando al regolamento del 2014 leggete l’articolo 2, co. 2, lo dovete leggere così:

«Il Ministero si articola in undici uffici dirigenziali di livello generale centrali e dieci uffici dirigenziali di livello generale periferici, coordinati da un Segretario generale, nonché in un ufficio dirigenziale di livello generale presso gli Uffici di diretta collaborazione del Ministro e in un ufficio dirigenziale di livello generale presso l’Organismo indipendente di valutazione della performance».
Quindi, tralasciando gli Undici, che sono le Direzioni Generali, le danze iniziano con gli Uffici Periferici.)
«Elenco ricognitivo dei musei e dei parchi archeologici dotati di autonomia speciale»
Uffici Periferici:
1) la Galleria Borghese (dirigenziale di livello generale)
2) le Gallerie degli Uffizi (dirigenziale di livello generale)
3) la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma (dirigenziale di livello generale)
4) le Gallerie dell’Accademia di Venezia (dirigenziale di livello generale)
5) il Museo di Capodimonte (dirigenziale di livello generale)
6) il Museo Nazionale Romano (dirigenziale di livello generale)
7) il Parco Archeologico del Colosseo (dirigenziale di livello generale)
8) il Parco Archeologico di Pompei (dirigenziale di livello generale)
9) la Pinacoteca di Brera (dirigenziale di livello generale)
10) la Reggia di Caserta (dirigenziale di livello generale)
La Soprintendenza per il Colosseo e l’area archeologica centrale era un ufficio dirigenziale di livello generale periferico del Ministero, ma ora assume la denominazione di Soprintendenza speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma e non ha più la posizione generale, data al Parco Archeologico del Colosseo.
Uffici Periferici:
1) il Complesso monumentale della Pilotta (dirigenziale non generale)
2) la Galleria dell’Accademia di Firenze (dirigenziale non generale)
3) la Galleria Nazionale delle Marche (dirigenziale non generale)
4) la Galleria Nazionale dell’Umbria (dirigenziale non generale)
5) le Gallerie Estensi di Modena (dirigenziale non generale)
6) le Gallerie Nazionali d’arte antica di Roma (dirigenziale non generale)
7) i Musei reali di Torino (dirigenziale non generale)
8) il Museo delle Civiltà (dirigenziale non generale)
9) il Museo Archeologico Nazionale di Napoli (dirigenziale non generale)
10) il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (dirigenziale non generale)
11) il Museo Archeologico Nazionale di Taranto (dirigenziale non generale)
12) il Museo Nazionale del Bargello (dirigenziale non generale)
13) il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (dirigenziale non generale)
14) il Museo storico e il Parco del Castello di Miramare (dirigenziale non generale)
15) il Parco archeologico dell’Appia antica (dirigenziale non generale)
16) il Parco archeologico dei Campi Flegrei (dirigenziale non generale)
17) il Parco archeologico di Ercolano (dirigenziale non generale)
18) il Parco archeologico di Ostia antica (dirigenziale non generale)
19) il Parco archeologico di Paestum (dirigenziale non generale)
20) il Palazzo Ducale di Mantova (dirigenziale non generale)
21) il Palazzo Reale di Genova (dirigenziale non generale)
22) Villa Adriana e Villa d’Este (dirigenziale non generale)
Attenzione all’Istituto centrale per l’archeologia, ufficio di livello dirigenziale non generale
«Elenco di istituti e luoghi della cultura e altri immobili e/o complessi assegnati ai musei e ai parchi archeologici dotati di autonomia speciale»
1) Complesso monumentale della Pilotta:
Biblioteca palatina – Parma
Galleria Nazionale – Parma
Museo Archeologico Nazionale – Parma
Teatro Farnese – Parma
2) la Galleria Borghese
Galleria Borghese, Roma
3) le Gallerie degli Uffizi
Cappella Palatina (Palazzo Pitti) – Firenze
Gabinetto Disegni e Stampe – Firenze
Galleria d’Arte Moderna (Palazzo Pitti) – Firenze
Galleria degli Uffizi e Corridoio Vasariano – Firenze
Galleria del Costume (Palazzo Pitti) – Firenze
Galleria Palatina e Appartamenti monumentali di Palazzo Pitti – Firenze
Giardino di Boboli – Firenze
Museo degli Argenti (Palazzo Pitti) – Firenze
Museo delle Carrozze (Palazzo Pitti) – Firenze
Museo delle Porcellane (Palazzo Pitti) – Firenze
Palazzo Pitti – Firenze
4) la Galleria dell’Accademia di Firenze
Galleria dell’Accademia e Museo degli Strumenti Musicali – Firenze
5) le Gallerie dell’Accademia di Venezia
Gallerie dell’Accademia – Venezia
6) la Gallerie Estensi
Biblioteca Estense – Modena;
Galleria Estense – Modena;
Museo Lapidario Estense – Modena;
Palazzo Ducale – Sassuolo (Modena);
Pinacoteca Nazionale di Ferrara – Ferrara
7) le Gallerie Nazionali d’arte antica di Roma
Galleria Nazionale d’arte antica in Palazzo Barberini – Roma
8) la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea – Roma
9) la Galleria Nazionale delle Marche
Galleria Nazionale delle Marche – Urbino
10) la Galleria Nazionale dell’Umbria
Galleria Nazionale dell’Umbria – Perugia
11) il Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Museo Archeologico Nazionale – Napoli
12) il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria
Museo Archeologico Nazionale – Reggio Calabria
13) il Museo Archeologico Nazionale di Taranto
Museo Archeologico Nazionale – Taranto
14) Museo delle Civiltà:
Museo Nazionale d’arte orientale «Giuseppe Tucci» – Roma
Museo Nazionale Preistorico e Etnografico «Luigi Pigorini» – Roma
Museo Nazionale delle arti e tradizioni popolari – Roma
Museo dell’Alto Medioevo – Roma
15) il Museo di Capodimonte
Museo di Capodimonte – Napoli
Parco di Capodimonte – Napoli
16) il Museo Nazionale del Bargello
Cappelle Medicee – Firenze
Chiesa e Museo di Orsanmichele – Firenze
Museo della Casa Fiorentina Antica – Palazzo Davanzati – Firenze
Museo di Casa Martelli – Firenze
Museo Nazionale del Bargello – Firenze
17) Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia:
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia – Roma
18) Museo Nazionale Romano:
Crypta Balbi – Roma
Palazzo Altemps – Roma
Palazzo Massimo – Roma
Terme di Diocleziano – Roma
19) Museo storico e Parco del Castello di Miramare:
Museo storico del Castello di Miramare – Trieste
Parco del Castello di Miramare – Trieste
20) Parco archeologico dei Campi Flegrei:
Anfiteatro di Cuma – Bacoli (Napoli)
Anfiteatro di Liternum – Giugliano in Campania (Napoli)
Anfiteatro Flavio, Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Cento Camerelle, Bauli – Bacoli (Napoli)
Grotta della Dragonara, Misenum – Bacoli (Napoli)
Grotta di Cocceio – Pozzuoli (Napoli)
Ipogei del Fondo Caiazzo, settore della necropoli di Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia – Bacoli (Napoli)
Necropoli c.d. di San Vito, settore della necropoli di Puteoli -Pozzuoli (Napoli)
Necropoli di Cappella, Misenum – Monte di Procida (Napoli)
Necropoli di via Celle, settore della necropoli di Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Parco Archeologico delle Terme di Baia – Bacoli (Napoli)
Parco archeologico di Cuma – Pozzuoli (Napoli)
Parco archeologico di Liternum – Giugliano in Campania (Napoli)
Parco Archeologico Sommerso di Baia – Bacoli (Napoli)
Parco Monumentale di Baia – Bacoli (Napoli)
Piscina Mirabilis, Misenum – Bacoli (Napoli)
Sacello degli Augustali, Misenum – Bacoli (Napoli)
Stadio di Antonino Pio, Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Teatro romano, Misenum – Bacoli (Napoli)
Tempio c.d. di Diana, Baia – Bacoli (Napoli)
Tempio c.d. di Venere, Baia – Bacoli (Napoli)
Tempio c.d. di Apollo, lago d’Averno – Pozzuoli (Napoli)
Tempio c.d. di Serapide, Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Tomba c.d. di Agrippina, Bauli – Bacoli (Napoli)
21) Parco archeologico del Colosseo:
Anfiteatro Flavio (Colosseo) – Roma
Arco di Costantino – Roma
Domus Aurea – Roma
Foro romano e Palatino – Roma
Meta Sudans – Roma
22) Parco archeologico dell’Appia antica:
Acquedotti dell’Acqua Marcia, Acqua Claudia e Annio Novus – Roma
Acquedotto dei Quintilii – Roma
Antiquarium di Lucrezia Romana – Roma
Mausoleo di Cecilia Metella – Roma
Tombe della via Latina – Roma
Tratto demaniale della via Appia con annessi monumenti e mausolei – Roma
Villa dei Quintili – Santa Maria Nova – Roma
Villa dei Sette Bassi – Roma
Villa di Capo di Bove – Roma
23) Parco archeologico di Ercolano:
Area archeologica di Ercolano (Napoli)
24) Parco archeologico di Ostia Antica:
Aree archeologiche di Ostia Antica e Isola Sacra – Ostia (Roma)
Basilica di S. Ippolito e Antiquarium – Fiumicino (Roma)
Complesso degli antichi Porti di Claudio e Traiano – Fiumicino (Roma)
Iseo Portuense – Fiumicino (Roma)
Museo delle Navi – Fiumicino (Roma)
Necropoli della via Laurentina – Roma
Necropoli di Pianabella – Roma
Necropoli di Porto e Isola Sacra – Fiumicino (Roma)
Porti di Claudio e di Traiano – Roma
Saline di Ostia – Ostia (Roma)
Tor Boacciana – Ostia (Roma)
Ville Costiere – Ostia (Roma)
25) il Parco archeologico di Paestum
Area Archeologica di Paestum – Capaccio (Salerno)
Area Archeologica e Museo Narrante di Foce Sele – Capaccio (Salerno)
Museo Archeologico Nazionale di Paestum – Capaccio (Salerno)
la cinta muraria e l’edificio “Ex stabilimento Cirio”
26) Parco archeologico di Pompei:
Antiquarium di Boscoreale (Napoli)
Area archeologica di Villa Sora – Torre del Greco (Napoli)
Area archeologica di Pompei – Pompei (Napoli)
Castello di Lettere (Napoli)
Parco archeologico di Longola – Poggiomarino (Napoli)
Ex Real Polverificio borbonico – Scafati (Salerno)
Reggia del Quisisana – Castellammare di Stabia (Napoli)
Scavi archeologici di Oplontis – Torre Annunziata (Napoli)
Scavi archeologici di Stabiae – Castellamare di Stabia (Napoli)
Sito archeologico di Villa Regina – Boscoreale (Napoli)
27) il Palazzo Ducale di Mantova
Museo di Palazzo Ducale – Mantova
28) il Palazzo Reale di Genova
Galleria di Palazzo Reale – Genova
Galleria Nazionale di Palazzo Spinola – Genova
29) la Pinacoteca di Brera
Pinacoteca di Brera – Milano
Biblioteca Braidense – Milano
30) la Reggia di Caserta
Acquedotto Carolino – Caserta
Giardino all’Inglese – Caserta
Oasi di San Silvestro – Caserta
Palazzo Reale – Caserta
Parco del Palazzo Reale – Caserta
31) Villa Adriana e Villa D’Este:
Area archeologica di Villa Adriana -Tivoli (Roma)
Mausoleo dei Plauzi – Tivoli (Roma)
Mensa Ponderaria, con annesso Augusteum – Tivoli (Roma)
Santuario di Ercole vincitore – Tivoli (Roma)
Villa D’Este – Tivoli (Roma)
32) I Musei Reali di Torino
Armeria Reale – Torino
Biblioteca Reale – Torino
Galleria Sabauda – Torino
Museo Archeologico – Torino
Palazzo Reale – Torino
Spazio espositivo di Palazzo Chiablese – Torino

Parco Archeologico Autonomo – 2

Ci siamo quasi

Fase IV (Correva ancora l’anno 2016)

DECRETO 9 aprile 2016 «Disposizioni in materia di aree e parchi archeologici e istituti e luoghi della cultura di rilevante interesse nazionale». (16A04824) (GU n.149 del 28-6-2016)

Si divide in due parti:

Capo I riguarda le Soprintendenze speciali, ma è stato soppresso nel 2017, ergo lo ignoro.

Capo II i Parchi archeologici e altri luoghi e istituti della cultura di rilevante interesse nazionale

Preferisco iniziare dal Capo II, perché riordina gli elenchi dei Musei e Parchi. Ferma restando la distinzione in Gruppo A (Livello Generale) e Gruppo B (livello non Generale) perché all’allegato non interessava, era un mero elenco, si ottiene ora il seguente:

«Elenco di istituti e luoghi della cultura e altri immobili e/o complessi assegnati ai musei e ai parchi archeologici dotati di autonomia speciale».

Si deve andare al DM 23/12/2014 e correggerlo sulla base delle successive modifiche, cosa che abbiamo già fatto; si ottiene questo con nuova numerazione:
1) «Complesso monumentale della Pilotta:
Biblioteca palatina – Parma
Galleria Nazionale – Parma
Museo Archeologico Nazionale – Parma
Teatro Farnese – Parma»
2) la Galleria Borghese
Galleria Borghese, Roma
3) le Gallerie degli Uffizi
Cappella Palatina (Palazzo Pitti) – Firenze
Gabinetto Disegni e Stampe – Firenze
Galleria d’Arte Moderna (Palazzo Pitti) – Firenze
Galleria degli Uffizi e Corridoio Vasariano – Firenze
Galleria del Costume (Palazzo Pitti) – Firenze
Galleria Palatina e Appartamenti monumentali di Palazzo Pitti – Firenze
Giardino di Boboli – Firenze
Museo degli Argenti (Palazzo Pitti) – Firenze
Museo delle Carrozze (Palazzo Pitti) – Firenze
Museo delle Porcellane (Palazzo Pitti) – Firenze
Palazzo Pitti – Firenze
4) la Galleria dell’Accademia di Firenze
Galleria dell’Accademia e Museo degli Strumenti Musicali – Firenze
5) le Gallerie dell’Accademia di Venezia
Gallerie dell’Accademia – Venezia
6) la Gallerie Estensi
Biblioteca Estense – Modena;
Galleria Estense – Modena;
Museo Lapidario Estense – Modena;
Palazzo Ducale – Sassuolo (Modena);
Pinacoteca Nazionale di Ferrara – Ferrara
7) le Gallerie Nazionali d’arte antica di Roma
Galleria Nazionale d’arte antica in Palazzo Barberini – Roma
8) la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea – Roma
9) la Galleria Nazionale delle Marche
Galleria Nazionale delle Marche – Urbino
10) la Galleria Nazionale dell’Umbria
Galleria Nazionale dell’Umbria – Perugia
11) il Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Museo Archeologico Nazionale – Napoli
12) il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria
Museo Archeologico Nazionale – Reggio Calabria
13) il Museo Archeologico Nazionale di Taranto
Museo Archeologico Nazionale – Taranto
14) Museo delle Civilta:
Museo Nazionale d’arte orientale «Giuseppe Tucci» – Roma
Museo Nazionale Preistorico e Etnografico «Luigi Pigorini» –
Roma
Museo Nazionale delle arti e tradizioni popolari – Roma
Museo dell’Alto Medioevo – Roma
15) il Museo di Capodimonte
Museo di Capodimonte – Napoli
Parco di Capodimonte – Napoli
16) il Museo Nazionale del Bargello
Cappelle Medicee – Firenze
Chiesa e Museo di Orsanmichele – Firenze
Museo della Casa Fiorentina Antica – Palazzo Davanzati – Firenze
Museo di Casa Martelli – Firenze
Museo Nazionale del Bargello – Firenze
17) Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia:
Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia – Roma
18) Museo Nazionale Romano:
Crypta Balbi – Roma
Palazzo Altemps – Roma
Palazzo Massimo – Roma
Terme di Diocleziano – Roma
19) Museo storico e Parco del Castello di Miramare:
Museo storico del Castello di Miramare – Trieste
Parco del Castello di Miramare – Trieste
20) Parco archeologico dei Campi Flegrei:
Anfiteatro di Cuma – Bacoli (Napoli)
Anfiteatro di Liternum – Giugliano in Campania (Napoli)
Anfiteatro Flavio, Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Cento Camerelle, Bauli – Bacoli (Napoli)
Grotta della Dragonara, Misenum – Bacoli (Napoli)
Grotta di Cocceio – Pozzuoli (Napoli)
Ipogei del Fondo Caiazzo, settore della necropoli di Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia – Bacoli (Napoli)
Necropoli c.d. di San Vito, settore della necropoli di Puteoli -Pozzuoli (Napoli)
Necropoli di Cappella, Misenum – Monte di Procida (Napoli)
Necropoli di via Celle, settore della necropoli di Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Parco Archeologico delle Terme di Baia – Bacoli (Napoli)
Parco archeologico di Cuma – Pozzuoli (Napoli)
Parco archeologico di Liternum – Giugliano in Campania (Napoli)
Parco Archeologico Sommerso di Baia – Bacoli (Napoli)
Parco Monumentale di Baia – Bacoli (Napoli)
Piscina Mirabilis, Misenum – Bacoli (Napoli)
Sacello degli Augustali, Misenum – Bacoli (Napoli)
Stadio di Antonino Pio, Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Teatro romano, Misenum – Bacoli (Napoli)
Tempio c.d. di Diana, Baia – Bacoli (Napoli)
Tempio c.d. di Venere, Baia – Bacoli (Napoli)
Tempio c.d. di Apollo, lago d’Averno – Pozzuoli (Napoli)
Tempio c.d. di Serapide, Puteoli – Pozzuoli (Napoli)
Tomba c.d. di Agrippina, Bauli – Bacoli (Napoli)
21) Parco archeologico dell’Appia antica:
Acquedotti dell’Acqua Marcia, Acqua Claudia e Annio Novus – Roma
Acquedotto dei Quintilii – Roma
Antiquarium di Lucrezia Romana – Roma
Mausoleo di Cecilia Metella – Roma
Tombe della via Latina – Roma
Tratto demaniale della via Appia con annessi monumenti e mausolei – Roma
Villa dei Quintili – Santa Maria Nova – Roma
Villa dei Sette Bassi – Roma
Villa di Capo di Bove – Roma
22) Parco archeologico di Ercolano:
Area archeologica di Ercolano (Napoli)
23) Parco archeologico di Ostia Antica:
Aree archeologiche di Ostia Antica e Isola Sacra – Ostia (Roma)
Basilica di S. Ippolito e Antiquarium – Fiumicino (Roma)
Complesso degli antichi Porti di Claudio e Traiano – Fiumicino (Roma)
Iseo Portuense – Fiumicino (Roma)
Museo delle Navi – Fiumicino (Roma)
Necropoli della via Laurentina – Roma
Necropoli di Pianabella – Roma
Necropoli di Porto e Isola Sacra – Fiumicino (Roma)
Porti di Claudio e di Traiano – Roma
Saline di Ostia – Ostia (Roma)
Tor Boacciana – Ostia (Roma)
Ville Costiere – Ostia (Roma)
24) il Parco archeologico di Paestum
Area Archeologica di Paestum – Capaccio (Salerno)
Area Archeologica e Museo Narrante di Foce Sele – Capaccio (Salerno)
Museo Archeologico Nazionale di Paestum – Capaccio (Salerno)
la cinta muraria e l’edificio “Ex stabilimento Cirio”
25) il Palazzo Ducale di Mantova
Museo di Palazzo Ducale – Mantova
26) il Palazzo Reale di Genova
Galleria di Palazzo Reale – Genova
Galleria Nazionale di Palazzo Spinola – Genova
27) la Pinacoteca di Brera
Pinacoteca di Brera – Milano
Biblioteca Braidense – Milano
28) la Reggia di Caserta
Acquedotto Carolino – Caserta
Giardino all’Inglese – Caserta
Oasi di San Silvestro – Caserta
Palazzo Reale – Caserta
Parco del Palazzo Reale – Caserta
29) Villa Adriana e Villa D’Este:
Area archeologica di Villa Adriana -Tivoli (Roma)
Mausoleo dei Plauzi – Tivoli (Roma)
Mensa Ponderaria, con annesso Augusteum – Tivoli (Roma)
Santuario di Ercole vincitore – Tivoli (Roma)
Villa D’Este – Tivoli (Roma)»;
30) I Musei Reali di Torino
Armeria Reale – Torino
Biblioteca Reale – Torino
Galleria Sabauda – Torino
Museo Archeologico – Torino
Palazzo Reale – Torino
Spazio espositivo di Palazzo Chiablese – Torino

Il secondo elenco modificato risolve i dubbi espressi nel post precedente, sul Gruppo A1 e il B1, che conferma quanto supposto. Infatti abbiamo il seguente elenco «Elenco ricognitivo dei musei e dei parchi archeologici dotati di autonomia speciale».

Gruppo A (generale):
1) la Galleria Borghese
2) le Gallerie degli Uffizi
3) la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma
4) le Gallerie dell’Accademia di Venezia
5) il Museo di Capodimonte
6) il Museo Nazionale Romano !!!
7) la Pinacoteca di Brera
8) la Reggia di Caserta
Gruppo B (non generale):
1) il Complesso monumentale della Pilotta
2) la Galleria dell’Accademia di Firenze
3) la Galleria Nazionale delle Marche
4) la Galleria Nazionale dell’Umbria
5) le Gallerie Estensi di Modena
6) le Gallerie Nazionali d’arte antica di Roma
7) i Musei reali di Torino
8) il Museo delle Civiltà
9) il Museo Archeologico Nazionale di Napoli
10) il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria
11) il Museo Archeologico Nazionale di Taranto
12) il Museo Nazionale del Bargello
13) il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
14) il Museo storico e il Parco del Castello di Miramare

15) il Parco archeologico dei Campi Flegrei
16) il Parco archeologico dell’Appia antica
17) il Parco archeologico di Ercolano
18) il Parco archeologico di Ostia antica
19) il Parco archeologico di Paestum
20) il Palazzo Ducale di Mantova
21) il Palazzo Reale di Genova
22) Villa Adriana e Villa d’Este
Nasce infine l’Istituto Centrale per L’Archeologia, del DM 13/05/2016.
Nessuno sa cosa faccia.
Non appena recupero le forze proverò ad integrare l’elenco dei Poli Museali, ora voglio passare alla
FASE V- 2017
Vi ricordate il Capo I?
Riguardava Roma e Pompei, che sono state sottoposte a nuovo rinfresco con il DECRETO 12 gennaio 2017 «Adeguamento delle soprintendenze speciali agli standard internazionali in materia di musei e luoghi della cultura, ai sensi dell’articolo 1, comma 432, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e dell’articolo 1, comma 327, della legge 28 dicembre 2015, n. 208». (17A01717) (GU n.58 del 10-3-2017)
Nasce la: Soprintendenza speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma
Sorgono due nuovi Parchi Archeologici:
1 «Parco archeologico del Colosseo:
Anfiteatro Flavio (Colosseo) – Roma
Arco di Costantino – Roma
Domus Aurea – Roma
Foro romano e Palatino – Roma
Meta Sudans – Roma».
2 «Parco archeologico di Pompei:
Antiquarium di Boscoreale (Napoli)
Area archeologica di Villa Sora – Torre del Greco (Napoli)
Area archeologica di Pompei – Pompei (Napoli)
Castello di Lettere (Napoli)
Parco archeologico di Longola – Poggiomarino (Napoli)
Ex Real Polverificio borbonico – Scafati (Salerno)
Reggia del Quisisana – Castellammare di Stabia (Napoli)
Scavi archeologici di Oplontis – Torre Annunziata (Napoli)
Scavi archeologici di Stabiae – Castellamare di Stabia (Napoli)
Sito archeologico di Villa Regina – Boscoreale (Napoli)
Il Museo Nazionale Romano  ed il Parco Archeologico del Colosseo si definiscono «quali uffici di livello dirigenziale periferici». Leggete il post successivo, per favore.

HLC e PRGC

Nell’ambito di un passato progetto internazionale, ho avviato lo studio della cosiddetta Caratterizzazione Storica del Paesaggio, per la quale mi viene spontaneo continuare ad utilizzare l’acronimo inglese di HLC (Historic Landscape Characterization).

Come ho scritto in un articolo che sta uscendo in questi giorni, l’elaborazione della HLC italiana è stata impostata fin dal principio non su immediate necessità di tutela e gestione territoriale, che per la stessa zona si appoggiano su un distinto strumento di recente approvazione consiliare, bensì sulla necessità di individuare i caratteri storici e gli elementi di cui si compone il paesaggio attuale, rendendo fruttuosa sul piano della ricerca archeologica la messe di dati reperibili da materiali documentari di varia natura, ma propri delle aree in esame. Nella nota rinviavo ad un articolo del 2009 dove si prendeva in esame il percorso del Piano Paesaggistico Regionale del Lazio, che si vuole imminente.

Occorre adesso distinguere i piani del mio lavoro, per non creare confusione, in particolare perché mi rivolgo ad archeologi che, come la sottoscritta, non sono incaricati, almeno non al momento, di lavorare negli uffici di Urbanistica. Quando intrapresi il mio viaggio nella HLC, il primo strumento con il quale mi trovai a ragionare fu il piano paesaggistico richiesto dal Codice Urbani, il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Sotto alcuni aspetti, in termini di tutela del territorio, la HLC poteva esservi avvicinata, almeno negli intenti di tutela, ma per tutto il resto è qualcosa di molto lontano.

Il problema grosso consiste nella novità che i piani paesaggistici rappresentano per il panorama regionale italiano e nel fatto che sul Piano Paesaggistico della Regione Lazio vige continua incertezza, come richiamerò alla fine. Quindi, dopo aver studiato questo strumento in divenire, sono passata a considerare gli aspetti di tutela deducibili dal Piano Regolatore Generale Comunale, come accennato nel precedente post.

Il Piano Regolatore Generale Comunale ha salvato parte del mio tempo, perché è il solo strumento di ordine generale, ma di immediata attuazione, abbastanza chiaro per intenti e storia al quale potermi rifare. Inoltre, visto che deve considerare solo gli aspetti relativi ad un solo comune, è di più semplice accesso. Va specificato che il PRGC ha una matrice di attenzione al “costruito”, in particolare al momento delle prime leggi che ne vollero l’introduzione, ma nel tempo è diventato un vero e proprio strumento di gestione dell’assetto territoriale, prevedendo delle precise zonizzazioni del territorio comunale, con le aree da destinare all’edificazione e quelle industriali. Va da sé che il resto rimane di uso agricolo o boschivo, almeno questo è il principio guida iniziale. Per i problemi creati dalla zonizzazione, si vedrà successivamente in un altro post.

I primi piani regolatori comunali risalgono alla legge del 25 giugno 1865 n. 2359, in seguito furono rivisti dalla legge urbanistica nazionale (legge 17 agosto 1942 n. 1150), divenendo se occorre piani intercomunali, cioè riguardanti più comuni. Nell’area di lavoro che sto pubblicando in questi giorni, il comune di Esperia (FR), sono stata fortunata perché il consiglio comunale ha approvato nel 2015 tale strumento (già adottato nel 1995) con un nuovo indirizzo (quindi una revisione http://www.ilgiornalenuovo.it/2015/11/esperia-comune-riunione-illustrativa-del-piano-regolatore/: il Documento di Indirizzo del Nuovo Piano Regolatore adottato dal Consiglio Comunale con voto unanime nella seduta del 19 settembre 2015) tenendo in considerazione gli altri strumenti urbanistici previsti da successivi leggi, in particolare il travagliatissimo piano paesaggistico regionale, nella veste prevista alla fine degli anni ’90, con però l’intuibile aspetto che, essendo il Piano Paesaggistico uno strumento concordato tra varie parti, l’amministrazione comunale (lo spero!) abbia discusso e incorporato le indicazioni di tale piano regionale il quale prevarrà, alla fine, sulla strumentazione comunale, in un difficile ma non impossibile gioco ad incastri; è per questo che nella pratica, quando si parla di PRGC occorre -almeno dagli anni ’80 per alcune regioni- sempre rifarsi anche al piano paesistico o, dagli anni 2000, al piano paesaggistico vigente o in approvazione (si rimanda in seguito alla differenza tra paesistico e paesaggistico). Questo è stato quanto da me compreso in una difficilissima raccolta informazioni relativa ad un piano paesaggistico che a volte sembra assumere contorni da ultimo segreto di Fatima! E non sono la sola a sbattere la testa contro il muro, si veda qui.

Interessante quanto riportato nell’articolo, in fondo: Comuni obbligati ad adottarlo. “Se i Comuni adotteranno il Piano e accetteranno i limiti posti dalla Regione a difesa del territorio – ha sostenuto il Presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti – non ci sarà più il passaggio di verifica (dei progetti, ndr) in Regione”.  In pratica i Comuni potrebbero anche non adottare il nuovo PTPR, ma sarebbe una decisione ininfluente dal punto di vista pratico: ogni nuovo progetto dovrebbe avere prima l’OK della Regione (come avviene adesso). Il dirigente regionale rilascerebbe il nulla-osta solo in presenza di un progetto conforme al nuovo Piano regionale: nessun Comune riuscirebbe a far passare un progetto non conforme al PTPR. Se il Comune invece adottasse il Piano, ogni progetto potrebbe essere approvato senza il passaggio alla Regione Lazio. [fine paragrafo articolo]

Rifarmi alla strumentazione comunale agevola, come riflettevo in precedenza, proprio perché lavora sulla base delle variazioni nella gestione territoriale concretamente previste dalla cellula fondamentale delle amministrazioni locali, cioè il comune. Inoltre, i comuni si dotarono di carte archeologiche proprio per poter elaborare dei PRGC ben fatti ed imporre i loro vincoli di zonizzazione. In parallelo, mi ha permesso di non insabbiarmi nel seguire la vicenda del piano paesaggistico con troppa ansia, dal momento che, come l’istinto mi suggeriva, il Piano Paesaggistico del Lazio si è arenato nuovamente.

nolabelsvalledelsaccoA fronte di una ben pubblicizzata approvazione da parte della Giunta Regionale del Lazio infatti, nel marzo 2016 (vedi link nel post precedente), mancava e manca tuttora l’approvazione del Consiglio Regionale, che deve deliberare la sua adozione finale. Tale voto era previsto entro il 14 Febbraio 2017, ma (notizia individuata in questi giorni e con molta fatica, perché ignorata dai comunicati stampa ufficiali) tale data è stata di nuovo rinviata. Risulta infatti che nella legge regionale di stabilità 2017 di faticosissima lettura, detta anche Milleproroghe, per non farsi mancare nulla si sia dovuto inserire anche il rinvio dell’approvazione del Piano Paesistico (= Paesaggistico ai sensi del Codice Urbani, nel caso del Lazio).

Inutile dire che tale proroga non sia stata per niente pubblicizzata, pertanto è stato grazie ad un benemerito articolo del circolo dei Verdi incontrato in internet – Controdeduzioni di VAS alle proposte di modifiche stravolgenti del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) del Lazio, a firma di R. Bosi – che sono venuta a sapere della cosa e soprattutto ad avere un quadro dei tempi che ancora si dovranno prevedere. Dal sito si deducono due cose. La prima è relativa alla successione di pareri che non si sono ancora ricevuti in data 31 Dicembre 2016: “Non risulta che a tutt’oggi sia la Commissione primaria Ambiente che le altre tre Commissioni secondarie abbiano preso in esame la proposta per esprimere il rispettivo parere sul PTPR, che quindi non poteva essere più approvato entro la scadenza del prossimo 14 febbraio 2017, per cui con l’articolo 3, comma 75, della legge regionale n. 17 del 31 dicembre 2016 è stata prorogata al 14 febbraio del 2018 la scadenza per la sua definitiva approvazione”. La seconda riguarda la guerra scatenata contro il piano che sembra non avere fine. Ma ora chiudo, per il momento.

Retorica della domanda e della risposta

Domanda retorica: che cosa restituisce l’immagine di un paesaggio devastato? Così concludevo le riflessioni dello scorso post. Sicuramente restituiscono un paesaggio devastato. In prima battuta. In realtà restituiscono l’odio di un gruppo di persone verso il territorio. A questo punto occorre approfondire cosa intendo.

Anni fa ebbi la fortuna di trascorrere una lunga e significativa esperienza di lavoro negli UK. Difficile, ma proficua. Uno dei grandi insegnamenti di quella esperienza fu l’amore degli Inglesi nei confronti del loro paesaggio. Il paesaggio riflette un ordine, assume un valore non solo sentimentale ma anche economico, quale patrimonio culturale comune. Occorre quindi tutelarlo.

frosinoneTornata in Italia, l’antica disperazione che provavo al vedere lo sconquasso del paesaggio dei luoghi che dovevo percorrere riemergeva ancora più potente. Il valore antico del paesaggio non era recuperabile. Eppure ovunque avevo sentito richiamare con forza l’amore verso il proprio territorio. Assodato che paesaggio e territorio sono due termini diversi ma connessi ad una stessa realtà, non potevo che riflettere sul valore di quest’amore: nullo. Se si ama un qualche cosa non lo si distrugge. A meno che non si tratti di un cosiddetto “amore travagliato”, in qual caso è certamente un “amore malato”. Se è malato occorre guarirlo. Il problema però è che mentre il paziente/paesaggio è morto, il malato vero – l’uomo- non intende guarire. In realtà, non si considera malato affatto.

 Lungi da me l’idea di considerare gli Inglesi come esseri degni di fiducia cieca (di difetti ne possiedono ben più degli Italiani, volendo), in questo campo il difetto italico è di gran lunga più distruttivo di qualsivoglia difetto inglese.

Esiste un pregio che occorre riconoscere alle popolazioni d’oltremanica: la maggior parte di loro possiede senso dell’autocritica, del tutto speciale, ma lo possiede. Speciale nel senso che l’autocritica non intacca la profonda consapevolezza di sé stessi, la loro identità. Siccome l’Italiano medio (e quello superiore ed inferiore, in realtà: raggiunge l’arroganza, la presunzione, ma non la consapevolezza di sé) purtroppo non riesce a ottenere un livello di maturità tale da poter acquisire tale senso, ecco che si resta fermi al palo dell’autodistruzione. L’italico individuo individua nella critica un attacco di lesa maestà, non la intende come un aiuto. Il problema dell’autostima personale [mancante] si ripercuote in tutti i livelli di lavoro e di interrelazione sociale.

Ecco quindi che prevale l’individualismo: non esiste una coscienza sociale e di conseguenza non si percepisce il concetto di responsabilità sociale. Negli UK questo aspetto invece è ben presente. Allorché un individuo intraprende un’opera che non rientra in un contesto che possa beneficare la comunità sociale, sorgono tanti di quegli ostacoli da parte dei singoli organizzati in comunità che in Italia non è neppure immaginabile, aiutati certamente dalla vivacissima tendenza inglese al gossip, aggiungo: il chiacchiericcio inglese è un’arma a doppio taglio che però consente di sapere tutto (ed anche altro rispetto al tutto) in termini temporali di pochi minuti. Il che significa che se il vicino di casa inizia a costruire una piscina abusiva nel proprio cortile posteriore, la polizia locale a scopo di controllo ne viene informata in un tempo pari alla metà  della lunghezza di una telefonata alla propria madre quando si è in tutt’altre faccende affaccendati: nanosecondi.

In pratica: la storia del “ci scusi, sa, ma ci hanno detto che forse sarebbe venuta giù una valanga ma la telefonata era sospetta per cui noi non ci azzarderemmo mai ad intervenire per venire a curiosare” non esiste nemmeno nella mente del più scalcagnato vigile urbano di seconda classe. In UK prima vai dietro le sbarre, per prevenzione, e dopo controllano. Dopo anni trascorsi ad osservare posso tranquillamente dire che il motivo è la costruzione monarchica dello stato, senza ombra di dubbio. E spiegherò sia che cosa intendo con tale affermazione, sia che cosa comporta nella pratica. Anticipo soltanto che non sono monarchica, non amo la monarchia umana.

Il paesaggio: una domanda

Questo post inizia con una telefonata: Rigopiano, la prefettura: «Ci han detto che ci sono stati crolli…». L’amministratore dell’Hotel: «Ma, noooo… È tutto a posto »

Rigopiano, per quei pochi che non dovessero saperlo, era il sito di un albergo di lusso. Il pomeriggio di mercoledì 18 gennaio 2017, nemmeno un mese fa, è piombata una valanga su tale resort a quattro stelle presso Farindola in Abruzzo dove erano alloggiate  40 persone: 28 ospiti, dei quali 4 bimbi, e 12 dipendenti tra i quali il titolare Roberto Del Rosso e il senegalese Faye Dame.

Mi ha molto impressionato il tono della telefonata, il rapporto quasi di deferenza degli impiegati della Prefettura (non di un qualunque centralino asiatico, beninteso) verso l’amministratore della struttura, la paura di chiedere informazioni a proposito di una valanga che ha potenzialmente distrutto un palazzo con delle persone dentro. Il criminale sembrava risultare  la persona che aveva dato l’allarme.

Pare la situazione generale dell’Italia, a fronte di persone di buona volontà ci si scontra con persone dalla volontà deviata: occorre minimizzare, occorre nascondere altrimenti si ferma il ‘business’. Quando il business viene a scomparire, allora? Cosa andranno a nascondere?

L’Hotel in realtà aveva violentato il paesaggio. Non mi riferisco all’effetto estetico della costruzione inserita nel paesaggio locale, ma alla posizione in cui era stato eretto l’hotel, chiaramente esposta a pericoli del genere, imprevedibili ma immaginabili. Il fatto che sia caduta una valanga sul sito è la dimostrazione che la scelta era sbagliata, la costruzione non si doveva erigere in quel posto, inutile girarci tanto attorno.

Tante cose non dovevano essere fatte eppure sono state fatte. E non si possono nascondere. Utilizzando il satellite appaiono chiaramente agli occhi del primo che passa.

Mi sposto sulla regione sulla quale spendo maggior tempo, il Lazio, e mostro alcune immagini del territorio della Provincia di Frosinone. Quest’area un tempo era interamente agricola, oggi è ricoperta da aree industriali, molte volte dismesse, abitazioni e magazzini.

selvadeimuli

Il particolare raccoglie il territorio tra l’eliporto locale e la stazione ferroviaria, di poco fuori quadro.

frosinoneL’immagine successiva mostra il territorio del comune capoluogo; l’area prima nel dettaglio si può rintracciare grazie alla forma dell’eliporto, chiaramente distinguibile. Aree verdi ridotte ad una porzione minima. La seguente mostra la stessa area nel 1984.

frosinone-1984

La seguente nel 1994.

frosinone-1994

Il trauma subito dal territorio nei dieci anni tra le due immagini è incalcolabile, amplificato nei venti anni successivi, i risultati in termini di perdita di potenziale di ogni genere, dalla salubrità dell’aria a quella delle acque, e così via, non è nascondibile.

Al consumo di suolo si è accompagnato un piano di sviluppo che non ha “sviluppato” alcunché, ma sfruttato quanto esistente per non avere poi restituito neppure un terzo del suo potenziale per uno sviluppo. Non c’è stato un accrescimento delle risorse naturali ma soltanto il loro consumo. Non c’è stato in parallelo uno sviluppo industriale duraturo, e quindi si tratta di una perdita irreversibile compensata solo in minima parte da un temporaneo investimento economico i cui frutti non sono stati quelli sperati.

Siamo di fronte alla scomparsa di un qualsiasi ‘business’, avvenuta per sconsideratezza e non a causa di una valanga.

Ma nooo, è tutto a posto.

Allora vediamo: quale è stato l’approccio al paesaggio che tali immagini suggeriscono?

—segue—