Viterbo e S. Tommaso

Pochi sanno che S. Tommaso d’Aquino visse in diverse occasioni a Viterbo, tra 1256 e 1268. Prendeva alloggio, si ritiene, nel monastero domenicano di S. Maria in Gradi, che nella prima metà del XIII secolo era una delle più funzionali organizzazioni religiose nell’area. Non è escluso che sia transitato da Viterbo all’epoca della fuga giovanile, quando i suoi fratelli, accampati presso Acquapendente, lo catturarono presso Bolsena. IMG_5264

Insegnò a Parigi (1256-59), ma in seguito assunse la carica di teologo papale presso la corte pontificia, pertanto si mosse al suo seguito dal 1259 al 1268, tra Roma, Orvieto e Viterbo.

Dal 1258 Viterbò ospitò la Curia pontificia per circa 30 anni; Tommaso seguì il pontefice e lavorava nello Studio Palatino, presso la curia. Non ne possiamo essere certi ma tradizione vuole che il santo predicasse dal cosiddetto pulpito di S. Tommaso, alla chiesa di S. Maria Nuova, presso l’angolo sinistro esterno della facciata

Altra memoria di S. Tommaso nel viterbese è la cosiddetta Bibbia di S. Tommaso, recentemente restaurata, dove alcune glosse sono state ipotizzate autografe del santo aquinate. In realtà, gli studi hanno escluso questa possibilità, ma la denominazione resta tale.

Bibliografia iniziale:

R. Spiazzi, San Tommaso D’Aquino, Biografia documentata di un uomo buono, intelligente, veramente grande, Bologna: Ed.Studio Domenicano 1995, 100-106.

O. Bazzichi, Tommaso d’Aquino, in Il contributo italiano alla storia del pensiero – economia, Roma: Treccani 2012.

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